Samantha, i genitori: «La prossima crisi sarà l'ultima»

Giovedì 18 Novembre 2021 di Eleonora Scarton
Samantha, i genitori: «La prossima crisi sarà l'ultima»

FELTRE (BELLUNO) - Il filo sottilissimo che tiene attaccata alla vita Samantha D'Incà, la 30enne di Feltre (Belluno) in stato vegetativo da quasi un anno, sta per essere staccato. «Abbiamo avuto l'incontro con i medici che stanno seguendo Samantha e siamo tutti concordi sul fatto che si possa staccarle la spina non appena le sue condizioni peggioreranno», dice mamma Genzianella. In questi mesi la famiglia ha lottato, dal punto di vista legale, per riuscire ad ottenere «pace e dignità» per la loro figlia la quale, quando era nel pieno delle sue facoltà, aveva sembra dichiarato di non volere nessuna forma di accanimento terapeutico. Parole, ma nulla di scritto. E questo ha costretto i genitori a correre nelle aule di tribunale. Fino alla settimana scorsa quando il tribunale di Belluno ha ufficialmente nominato papà Giorgio suo tutore di sostegno. Sarà lui ad autorizzare i medici a staccare la spina. Mancava solo l'ultimo tassello: il consulto con i dottori, che c'è stato nei giorni scorsi. Alla prossima crisi di Samantha, che mal sopporta l'alimentazione artificiale tramite peg e le altre cure, ci sarà lo stop all'accanimento terapeutico.


L'INCONTRO

Martedì, mamma Genzianella e papà Giorgio hanno parlato con i medici dell'Ulss 1 Dolomiti. «Abbiamo discusso su quelle che sono le condizioni di Samantha racconta la mamma -, ed i dottori hanno concordato sul fatto che non è il caso di proseguire con l'accanimento terapeutico. Hanno ribadito che non sarà una cosa semplice, che sarà un momento delicato e duro, anche dal punto di vista emotivo, ma sono concordi nel dire che è la scelta giusta e sono pronti a interrompere le terapie». Una notizia importante per la famiglia: non è scontato infatti trovare dei medici pronti a staccare la spina. «Se un medico mi avesse detto che non se la sentiva, avrei capito. Non lo avrei criticato per nessun motivo. Non è una cosa facile da fare. Non è stata una scelta facile neppure per noi», aggiunge la mamma. «Durante l'incontro - spiega - è stato discusso poi di creare una equipe di medici, formata da uno psicologo, un medico anestesista, un medico palliativista, la coordinatrice, il medico che segue Samantha e quant'altro che possa prepararsi ad intervenire nel momento giusto. Quando sarà? È impossibile dirlo. In questi mesi Samantha ha avuto diverse infezioni, per cui abbiamo convenuto che quando ne avrà un'altra, e che quindi le sue condizioni peggioreranno rispetto alla situazione attuale, quello sarà il momento. Un aggravamento che potrebbe avvenire domani, fra una settimana o un mese».


LA PARTECIPAZIONE

La decisione di rendere pubblica la loro storia grazie tramite Il Gazzettino ha un fine ben preciso: far conoscere questa tematica e far capire l'importanza di sottoscrivere la Dat (dichiarazione anticipata di trattamento) quando se ne ha l'opportunità, per non finire come Samantha, legata ad un letto perché in vita non aveva messo per iscritto le sue volontà. Martedì sera, la toccante storia, è arrivata anche al noto programma televisivo di Italia1 Le iene show. I genitori, insieme alla sorella di Samantha, Pamela, e il fratello gemello Manuel, hanno ricostruito tutta la vicenda a noi ormai nota. Ma quello che alleggerisce la famiglia è che il messaggio che volevano mandare è arrivato. In molti infatti hanno commentato il servizio, dichiarando che non erano a conoscenza della possibilità di sottoscrivere il testamento biologico. La risonanza mediatica ha indotto a muoversi anche il movimento per la vita, che sabato mattina farà una manifestazione sotto l'ospedale di Feltre affinché non si spezzi quel sottilissimo filo che tiene in vita Samantha.

Ultimo aggiornamento: 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA