Don Ivano tiene la chiesa al freddo: «Risparmiamo e con quei soldi aiutiamo le parrocchie prive di risorse». Applauso dei fedeli

«Ritardiamo l'accensione, andiamo alle funzioni con un maglione in più. Diamo una mano agli altri che non possono accendere nemmeno a Natale»

Mercoledì 5 Ottobre 2022 di Marco Dibona
Don Ivano Brambilla, parroco cortinese, ha deciso: terrà la chiesa al freddo per solidarietà

CORTINA - Basta indossare un maglione in più, per dare a chi ha bisogno, per aiutare qualcuno, in un clima di austerità, per la solidarietà. Il parroco decano di Cortina d'Ampezzo don Ivano Brambilla ha riassunto così l'invito che ha rivolto ai suoi fedeli, di pazientare, se ci sarà freddo, le prossime settimane, nella basilica minore dei santi Filippo e Giacomo, così come nel santuario della Madonna della Difesa. «Mi sono consultato con il consiglio pastorale della parrocchia e abbiamo deciso di ritardare l'accensione del riscaldamento - ha detto il sacerdote - così che, con i soldi risparmiati, potremo aiutare altre parrocchie, che non hanno le risorse per accendere il riscaldamento, neanche a Natale».

L'ESEMPIO DI SAN FRANCESCO
Anche la Chiesa pensa all'austerità, dunque, come fanno altre istituzioni del paese, a cominciare dall'amministrazione comunale ampezzana, che ridurrà l'impiego di luminarie, durante il periodo delle feste di Natale e Capodanno, privilegiando forme più sobrie di festeggiamento, il ricorso a vecchie tradizioni, a festoni di rami d'abete, piuttosto che esagerare con cascate di luci colorate. Già ora si spende meno, si evita di riscaldare locali accessori dello stadio Olimpico del ghiaccio, durante le partite di hockey, oppure si limita il periodo di accensione delle luci, riducendolo allo stretto necessario, nelle fasi di gioco. Ora anche l'istituzione ecclesiastica adotta misure simili, ma con finalità diverse: il risparmio deve servire per aiutare altri, come ha sottolineato don Ivano: «Ha senso annunciare questa misura di contenimento dei costi qui, oggi, il 4 ottobre, giorno in cui si ricorda San Francesco, che fece della povertà la sua missione, e nella sua chiesa, a lui dedicata. Rispetto al suo esempio, a noi si chiede ben poco: indossare un maglione in più, per dare a chi non ha».

L'ESEMPIO DI SAN FRANCESCO
La basilica minore dei santi Filippo e Giacomo di Cortina ha un impianto di riscaldamento nuovo ed efficiente, inserito nel pavimento durante un complesso lavoro di restauro, eseguito una quindicina di anni fa, con spese ingenti, di oltre tre milioni di euro. La centrale termica fu interamente rifatta, in quell'occasione, per essere alimentata a gas, sostituendo la vecchia caldaia. Anche il santuario della Madonna della Difesa, così caro alla devozione degli Ampezzani, ma anche di altri paesi vicini, è stato oggetto di un restauro analogo, con la sostituzione dell'impianto di riscaldamento, per avere maggiore efficienza e minori costi. Questo particolare momento storico, che si sta vivendo, ha però scompaginato le carte e costretto a rivedere molte decisioni. Don Ivano ha dato l'annuncio di questa austerità alla sua comunità, al termine della messa, concelebrata ieri nella chiesa seicentesca di San Francesco, nel giorno del patrono d'Italia. I fedeli hanno compreso e condiviso la sua decisione, sottolineata con un applauso. «Lo dirò di nuovo giovedì, nella messa che seguirà la processione di ringraziamento nella antica chiesa di Ospitale, e poi ancora domenica prossima, quando ci sarà la solennità della Madonna del Rosario», ha aggiunto il parroco.

«NULLA DI COMPLICATO»
Al termine del rito sacro, intrattenendosi con i paesani, sul sagrato della chiesa, ha avuto modo di tornare a parlare della decisione di ritardare l'accensione degli impianti di riscaldamento: «Gli aumenti dei costi del gas e dei combustibili si stanno facendo sentire, nella vita di molte chiese, di diverse parrocchie. Io penso che ci si debba aiutare. Anzi, è il Vangelo che lo ordina: tra comunità cristiane ci deve essere condivisione. Per questo noi condivideremo un po' di quelli che sono i nostri soldi con altre realtà. Sarà la diocesi a dirci con chi, quando e come. Non ci sarà nulla di complicato: semplicemente rinunceremo a un po' del riscaldamento delle nostre due chiese. Lo sappiamo, andremo in chiesa più vestiti. Così facendo riusciremo a risparmiare e a devolvere quel denaro a favore di altri, che altrimenti non potrebbero scaldarsi neanche a Natale».

Ultimo aggiornamento: 12:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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