Donne nelle Regole, l'impegno del presidente Gaspari per adeguare le norme ormai vecchie

Mercoledì 29 Novembre 2023 di Marco Dibona
La Casa delle Regole in centro a Cortina

CORTINA - «Le Regole d’Ampezzo hanno assoluta necessità di aggiornare il loro “laudo” alla realtà dei giorni nostri. Questo va fatto non soltanto per modificare le norme sull’accesso delle donne, ma anche per altre questioni, che riguardano i regolieri sospesi, oppure l’apertura a nuove famiglie, residenti in paese, ma anche la stessa gestione dei pascoli. Alcuni articoli sono vetusti, non più attuali». 


L’IMPEGNO
Stefano Gaspari “Mul”, nel soprannome ampezzano di famiglia, presidente delle Regole d’Ampezzo, si sta impegnando per apportare gradualmente alcuni cambiamenti allo statuto della antica istituzione. Intende però farlo coinvolgendo gli organismi che la reggono: «Giovedì 7 dicembre è convocata la deputazione e in quell’occasione intendo approfondire anche il tema dell’apertura alle donne. C’è l’ipotesi di creare un gruppo di lavoro, che approfondisca tutti gli aspetti, molteplici e delicati. È stato fatto più volte, negli ultimi vent’anni, con esito diverso, per le differenti questioni. Fra il 2019 e il 2020 furono convocate le assemblee delle nove Regole basse, per superare la figura dei “fioi de sotefamea” ed equiparare tutti i regolieri, al compimento di 25 anni di età. Così è stato fatto, nella assemblea generale del 2020.

Due anni prima, nel 2018, l’assemblea non approvò altri cambiamenti, per pochi voti. Da allora la composizione della compagine regoliera è cambiata, sono entrati molti giovani, che potrebbero variare l’orientamento di un nuovo voto». In realtà le Regole d’Ampezzo garantiscono l’accesso alle donne, qualora siano le uniche rappresentanti di una famiglia, senza discendenza maschile. Questo consente di conservare e trasmettere i diritti del “fuoco”, del nucleo famigliare. Gaspari fornisce alcuni dati: «Oggi i consorti regolieri sono circa 1.140; fra questi ci sono 170 donne, c’è dunque un 16% di quote rosa. Resta il fatto che queste donne perdono i loro diritti qualora sposino un uomo che non è regoliere». 


L’ALTERNATIVA
Sull’apertura a nuovi soggetti, la posizione del presidente Gaspari è chiara: «Il primo requisito è l’interesse per le Regole. Un tempo essere uno dei consorti garantiva la sopravvivenza, grazie a pascolo, legnatico, disponibilità di legname per uso interno, nelle case. Oggi non è più così, non c’è più la necessità di diventare regoliere; quello che conta è l’affettività, il legame a questo territorio e questa istituzione. Una persona lo vuole perché ci crede». I prossimi passi del presidente Gaspari sono dettati dalle recenti e diverse sollecitazioni: «Ci sono le notizie che riguardano le Regole del Comelico. In casa nostra ci sono le riflessioni di Evaldo Constantini. Dobbiamo tenerne conto: è per questo che ne parleremo, la prossima settimana». Sulla necessità di equiparare i diritti di uomini e donne interviene infatti anche Evaldo Constantini “Ghea”, sul foglio di informazione Ciasa de ra Regoles, in questi giorni nelle case degli ampezzani. Evaldo si impegnò a fondo, in passato, per elaborare e valutare modifiche al “laudo” ed è uno dei più attenti e puntuali cultori di regole e consuetudini: «Mi sono molto meravigliato che giunta e deputazione delle Regole d’Ampezzo non abbiano affrontato e discusso questi aspetti, dopo la sentenza della Corte d’appello di Venezia, nei confronti di una Regola del Comelico, poiché il suo nuovo laudo non è rispettoso delle leggi e della sentenza della Corte di Cassazione del 2015. Da non dimenticare inoltre l’impegno che le Regole d’Ampezzo avevano assunto all’atto di istituzione del Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, nel 1990, nei confronti della Regione, di adeguare il proprio statuto, in modo da garantire lo status di regoliere, senza distinzione di genere». 

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