La rabbia degli industriali: «Il piano ricostruzione: Belluno tagliata fuori»

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Davide Piol
Grandi opere, Belluno esclusa dal Recovery plan

IL CASO
BELLUNO «Nessuna traccia di Belluno nella lista di opere pubbliche strategiche per il paese che il presidente del Consiglio dei Ministri ha trasmesso al Parlamento. Ancora una volta il nostro territorio resta fuori dai grandi corridoi stradali e ferroviari nazionali e internazionali». L’opera strategica per eccellenza, a cui fa riferimento la numero uno degli industriali bellunesi Lorraine Berton, è il prolungamento dell’autostrada A27. «Fondamentale per noi, per Venezia ma anche per il nord Europa». Non per Roma: «Dopo Vaia e la constatazione della fragilità del nostro territorio, questa decisione ci lascia perplessi. Dove sono i nostri politici?». Mentre il Recovery Plan del governo per l’impiego dei soldi messi a disposizione dall’Unione europea prende sempre più forma è chiaro che la nostra provincia non trova posto. Almeno nella parte delle infrastrutture.
L’ELENCO
La lista con le opere ritenute strategiche per l’Italia, contenente anche i relativi commissari straordinari che dovranno occuparsene, è stata inviata alle Camere mercoledì. Si tratta, nello specifico, come spiega Confindustria in una nota diffusa ieri, di 59 opere pubbliche, 30 commissari, oltre 60 miliardi di investimenti da finanziare con il famoso “Next Generation Eu” (un fondo europeo approvato nel luglio 2020 per sostenere gli stati membri colpiti dalla pandemia). Si va dalla Salaria, la via che collega Roma a Porto d’Ascoli, all’Alta velocità Brescia-Verona-Padova. «In tutto questo – continua la presidente di Confindustria – Belluno semplicemente non esiste e non è mai esistita nonostante i problemi infrastrutturali del territorio siano noti, a tutti i livelli istituzionali, sia sul fronte stradale che su quello ferroviario. Se non si porrà rimedio, sarà l’ennesima occasione persa». In provincia sono in corso i lavori per le opere in vista delle Olimpiadi 2026 a Cortina d’Ampezzo ma «riguardano solo una parte del Bellunese e ci sono ritardi imbarazzanti nei cantieri lungo l’Alemagna».
L’APPELLO
Perciò l’appello di Lorraine Berton è ai rappresentanti politici e istituzionali del territorio: «A loro chiedo un colpo di reni perché il nodo infrastrutturale bellunese entri nella programmazione del prossimo “Next Generation Eu”. I fronti sono tanti, dal miglioramento della ferrovia allo sviluppo della mobilità intervalliva, passando per lo sbocco a Nord. Qualcuno batta un colpo o si assuma la responsabilità politica e morale di tenerci fuori per l’ennesima volta».
LA BATTAGLIA
Da anni ormai le categorie economiche chiedono lo sbocco a nord. In diversi tavoli anche regionali la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, ha sottolineato da tempo l’inadeguatezza delle infrastrutture bellunesi rispetto al tessuto economico e produttivo di una provincia a forte vocazione industriale, con un enorme potenziale turistico destinato a essere la ribalta internazionale di grandi eventi sportivi. Dossier, lavoro incontri, tavoli in cui si è detto e ripetuto: «Il prolungamento dell’A27 o comunque di uno sbocco a nord deve diventare una priorità nell’agenda politica regionale e nazionale. Non si può continuare a perdere altro tempo. Le categorie economiche sono state fin troppo chiare, la convergenza su questo tema è massima. Più in generale il Veneto non può perdere competitività e attrattività di fronte all’asse Milano-Bologna-Brennero». Per questo la scoperta, ieri, dell’esclusione di Belluno dal Recovery plan è stata una terribile doccia fredda per Confindustria e tutte le categorie economiche. 
Davide Piol 
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Ultimo aggiornamento: 08:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA