Ponte Bailey chiuso: mezza città bloccata e code di un'ora, ed è solo il primo giorno

Martedì 23 Novembre 2021 di Federica Fant
Mezza città bloccata ieri per la chiusura del ponte Bailey

BELLUNO -  Ponte Bailey chiuso al traffico: caos ieri sera a Belluno. C’è chi ci ha impiegato 50 minuti per uscire dall’ingorgo che si è creato a partire dalle 17.00. L’ordinanza era del 2 novembre scorso e qualcuno se l’era dimenticata: annunciava la chiusura totale dalle ore 7 del 22 novembre alle 18 del 4 dicembre. Ma in zona non c’era sufficiente segnaletica per garantire la scelta di percorsi alternativi così il traffico è andato in tilt. Si è creato un lungo serpentone di auto tra via Prade, la galleria Maraga e via dei Dendrofori. Imbottigliati poi alla piscina e al parcheggio di Lambioi, file in via Miari, sul ponte Dolomiti, in via Sarajevo, in via Lungardo. Sul posto la polizia locale con una pattuglia per la viabilità e lo stesso comandante dei vigili, Roberto Rossetti, afferma che non si aspettava una situazione simile. Intanto la minoranza di Palazzo Rosso insorge e si fa portavoce di chi ieri sera si è ritrovato imbottigliato nel traffico per tornare a casa. 

IL CANTIERE
Sono in corso i lavori di sistemazione dell’infrastruttura che collega le due sponde del Piave a Lambioi. Se ne occupa la ditta Janson Bridging Italia, proprietaria del ponte, che effettuerà una serie di interventi sul manufatto e sulla pavimentazione per garantirne le condizioni di sicurezza fino alla fine del 2024 (scadenza dell’ultima proroga concessa al Comune per il mantenimento del ponte in alveo). 

IL PRECEDENTE
Paolo Gamba, capogruppo di Belluno è di tutti, già assessore all’Urbanistica con l’amministrazione Prade che in otto mesi pensò, finanziò, realizzò l’infrastruttura ha affermato: «Mi domando come mai se noi siamo riusciti a non chiudere mai il ponte degli alpini facendo un’opera da oltre 3 milioni di euro sistemandolo dal punto di vista sismico, bene mi chiedo come si possa chiudere un Bailey nella situazione di Belluno. Non si sarebbe potuto chiudere di notte? Quel ponte è talmente necessario che chi deve passar di là, se dovesse fare un altro percorso allungherebbe il giro di quattro chilometri ad andare e 4 a tornare. Si pensi a chi lo percorre 3 o 4 volte al giorno». «Mi auguro che non duri tanto questa situazione – aggiunge il capogruppo di Belluno è di tutti -. Mi pare un situazione surreale, tra l’altro abbiamo il ponte della Vittoria a senso unico e perciò ci resta abbiamo via Miari e speriamo che non piova», chiude riferendosi alla frana che notoriamente caratterizza quella via. 

SUL CAMPO
Anche il collega del Gruppo misto, Fabio “Rufus” Bristot non le manca a dire: «Come sempre il comune di Belluno e l’assessorato ai lavori pubblici al posto di pensare a soluzioni alternative che danneggino il meno possibile la viabilità e la mobilità, e quindi i cittadini che ritornano a casa dopo 8-10 ore di lavoro, preferiscono chiudere senza sedersi ad un tavolo e ragionare – chiosa -. Questo fa capire la superficialità e anche, se vogliamo, una certa incapacità di pianificare situazioni che hanno creato disagio, perché questa sera, posso confermarlo – ha sottolineato ieri sera -, mia figlia per andare a giocare a pallavolo da via Feltre a Castion ci ha impiegato esattamente 58 minuti». Per la minoranza anche Franco Roccon interviene sulla questione: «Era anche presumibile che durante i lavori di manutenzione risultasse qualcosa di anomalo e di difficile. I lavori di manutenzione non sono mai stati eseguiti: si arriva nei ritardi conseguenti alle indecisioni dell’amministrazione. È il risultato di una amministrazione incolore che non parla con nessuno o parla con pochi». 

IL COMANDANTE
A spiegare cosa sia accaduto è il comandante della Polizia Locale, Roberto Rossetti: «Oggi (ieri ndr) è il primo giorno in cui il ponte risulta completamente chiuso, e c’è stata la concentrazione del traffico verso le 17. Di conseguenza tutto il traffico in uscita si è concentrato nella via dei Dendrofori, poi alla galleria del Conad (ex Billa) che non è molto vasta. Lì c’è questa forzatura». Stando alle parole del comandante la situazione durerà «fino alla fine di questa settimana: ma dipenderà tutto dallo stato di avanzamento dei lavori, perché quando si fanno le previsioni non sempre ci si ritrova». Poi l’appello. «L’auspicio - conclude il comandante - è che alcuni automobilisti possano modificare il proprio itinerario: si tratterebbe di mezz’ora al mattino e altrettanto alla sera. Oggi eravamo presenti con una pattuglia: immaginavamo che ci sarebbe stata un po’ di sofferenza, ma non così tanta, sinceramente».

Ultimo aggiornamento: 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA