La Polizia Provinciale di Belluno con i suoi bellissimi cani

La squadra cinofila della Polizia Provinciale di Belluno fa scuola al resto d’Italia. Diverse province, tra le quali Novara e la città metropolitana di Venezia, ma anche realtà come l’Enci – Ente nazionale della cinofilia italia e Ispra – Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale guardano alla provincia di Belluno e chiedono alle squadre locali addestramenti ad hoc per costituire nuovi nuclei e collaborazioni in operatività. Ne è orgoglioso l’istruttore capo Daniele Comiotto, coordinatore del nucleo cinofilo bellunese, che da anni collabora strettamente con l’istituto zooprofilattico di Belluno ed è stato fondamentale anche nella gestione della passata epidemia di rabbia silvestre. «Si tratta dell’ennesimo riconoscimento della professionalità della nostra Polizia Provinciale e delle qualità del lavoro espresse dai nostri agenti - commenta il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Un vanto assoluto che ci teniamo stretto, per il servizio che viene offerto a tutto il territorio». In questo momento, in particolare, l’Ispra è interessata all’attività del Bellunese per prepararsi in vista dell’arrivo anche in Italia della peste suina africana; i cani addestrati, allora, serviranno per cercare le carcasse dei cinghiali infette e bonificare le aree di possibile diffusione della malattia. La squadra cinofila della Polizia Provinciale è nata a metà degli anni Novanta. Da quel momento i cani della Polizia Provinciale sono diventati agenti a tutti gli effetti e hanno partecipato attivamente a diverse operazioni. Non ultime quelle che nel 2019 hanno visto il recupero di armi detenute illegalmente e l’arresto di alcuni bracconieri. Ad oggi, gli agenti a quattro zampe sono: due cani anti-esplosivo (Emma, un pastore belga Malinois e Randy, un flat coat retriever); un cane antidroga (Uester, pastore tedesco grigio, che ha partecipato a parecchie operazioni, favorendo anche alcuni arresti); tre cani segugi da traccia (un bavarese di nome Finn, un segugio hannoveriano di nome Rosy e il bassotto Nat); e quattro terrier per il controllo della fauna selvatica. Sono cani di proprietà dell’agente, per i quali la Provincia non ha spese. A questi si aggiungono i due cani anti-veleno di proprietà della Regione (Cris, pastore tedesco; e Coral, golden retriever), operativi in tutto il Nordest. «Grazie all’addestramento quotidiano la nostra Polizia Provinciale costituisce un fiore all’occhiello, un modello che altre realtà ci invidiano - sottolinea il presidente Padrin -. Il fatto che altre istituzioni anche a livello nazionale guardino a Belluno per studiare una collaborazione è un orgoglio per il nostro ente. I nostri agenti svolgono un servizio importantissimo per l’ambiente e per i cittadini».