La Polizia Provinciale di Belluno fa scuola alle unità cinofile di Venezia

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Alessia Trentin
Un cane della polizia provinciale

La squadra cinofila della Polizia Provinciale di Belluno fa scuola al resto d’Italia. Diverse province, tra le quali Novara e la città metropolitana di Venezia, ma anche realtà come l’Enci – Ente nazionale della cinofilia italia e Ispra – Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale guardano alla provincia di Belluno e chiedono alle squadre locali addestramenti ad hoc per costituire nuovi nuclei e collaborazioni in operatività.
Ne è orgoglioso l’istruttore capo Daniele Comiotto, coordinatore del nucleo cinofilo bellunese, che da anni collabora strettamente con l’istituto zooprofilattico di Belluno ed è stato fondamentale anche nella gestione della passata epidemia di rabbia silvestre. «Si tratta dell’ennesimo riconoscimento della professionalità della nostra Polizia Provinciale e delle qualità del lavoro espresse dai nostri agenti - commenta il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Un vanto assoluto che ci teniamo stretto, per il servizio che viene offerto a tutto il territorio». In questo momento, in particolare, l’Ispra è interessata all’attività del Bellunese per prepararsi in vista dell’arrivo anche in Italia della peste suina africana; i cani addestrati, allora, serviranno per cercare le carcasse dei cinghiali infette e bonificare le aree di possibile diffusione della malattia.
La squadra cinofila della Polizia Provinciale è nata a metà degli anni Novanta. Da quel momento i cani della Polizia Provinciale sono diventati agenti a tutti gli effetti e hanno partecipato attivamente a diverse operazioni. Non ultime quelle che nel 2019 hanno visto il recupero di armi detenute illegalmente e l’arresto di alcuni bracconieri. Ad oggi, gli agenti a quattro zampe sono: due cani anti-esplosivo (Emma, un pastore belga Malinois e Randy, un flat coat retriever); un cane antidroga (Uester, pastore tedesco grigio, che ha partecipato a parecchie operazioni, favorendo anche alcuni arresti); tre cani segugi da traccia (un bavarese di nome Finn, un segugio hannoveriano di nome Rosy e il bassotto Nat); e quattro terrier per il controllo della fauna selvatica. Sono cani di proprietà dell’agente, per i quali la Provincia non ha spese.
A questi si aggiungono i due cani anti-veleno di proprietà della Regione (Cris, pastore tedesco; e Coral, golden retriever), operativi in tutto il Nordest. «Grazie all’addestramento quotidiano la nostra Polizia Provinciale costituisce un fiore all’occhiello, un modello che altre realtà ci invidiano - sottolinea il presidente Padrin -. Il fatto che altre istituzioni anche a livello nazionale guardino a Belluno per studiare una collaborazione è un orgoglio per il nostro ente. I nostri agenti svolgono un servizio importantissimo per l’ambiente e per i cittadini».

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA