Raggiunta la parità euro-dollaro, Pozza: «Potrebbe essere un'occasione per l'export»

Domenica 17 Luglio 2022 di Simone Tramontin
Raggiunta la parità euro-dollaro

BELLUNO - Raggiunta martedì la parità tra euro e dollaro. Dopo vent'anni, la perdita di terreno della moneta unica permetterà a chi ha in tasca un euro di scambiarlo direttamente con un biglietto verde. E viceversa. Se ne guadagnerà in semplicità l'operazione di conversione, ben più complessa potrebbe risultare invece la previsione delle ripercussioni sul sistema economico. Anche su quello bellunese. Il cambio uno a uno potrebbe favorire l'export? Secondo il numero uno della Camera di Commercio, Pozza, la risposta è affermativa: «Uno scambio alla pari potrebbe favorire le imprese che hanno nell'export il loro punto di forza. Una svalutazione dell'euro, almeno in via teorica, potrebbe rendere più appetibile sul mercato il prodotto europeo». Il pensiero, per quanto riguarda la provincia di Belluno, non può che andare subito al settore dell'occhiale che vanta intensi movimenti verso gli Stati Uniti. È tuttavia prematuro, secondo Pozza, cercare di tratteggiare l'evoluzione del mercato: «I numeri al momento non ci sono per una previsione affidabile ed è difficile stimare quale potrà essere realmente il beneficio. Il dibattito è, peraltro, ancora molto acerbo: è un tema che si sta ponendo solo da pochi giorni e che non ha trovato ancora risonanza sul piano nazionale».

Il turismo

Chi invece non ne trarrà benefici significativi sarà, con buona probabilità, il settore turistico bellunese, interessato solo per una parte residuale del suo giro d'affari dalle prenotazioni oltreoceano. «Gli americani sono per noi una quota minimale rispetto ai turisti europei - afferma Walter De Cassan di Federalberghi -. Solo Cortina risulta più attrattiva, ma è un unicuum in questo senso. Non ci attendiamo quindi grandi scostamenti rispetto al trend che conosciamo: le conseguenze della svalutazione si vedranno più a livello nazionale che in provincia. Con benefici che, se ci saranno, si coglieranno solo a medio-lungo termine». Se il dibattito sul cambio euro-dollaro è ancora agli albori, non manca però il fondato timore che ogni beneficio possa risultare vanificato dalle criticità che la situazione, nazionale e internazionale, sta ponendo alle aziende.

«​Il nemico per le aziende è l'incertezza»

Per dirsi tranquilli, servirebbe ritrovare quanto prima maggiore stabilità. «Ancora una volta la classe politica non realizza minimamente quanto la parola stabilità sia essenziale per la vita economica del Paese - afferma Pozza -. Se c'è un nemico per le aziende, questo è l'incertezza. Oggi assistiamo all'innesco di una catena di fattori che, se non controllata, ci porterà a conseguenze devastanti sul piano occupazionale e della crescita. Chiediamo stabilità e, sul fronte interno, mi dico preoccupato per le sorti del Governo. Vorrei tuttavia spendere un grazie per il Ministro D'Incà, che in questi giorni si è interfacciato con noi dimostrando, con il suo tentativo di mediazione, di capire i timori delle imprese. Spero in un ritrovato equilibrio: abbiamo bisogno di certezze, in questo momento più che mai». Preoccupazione simile per una fase politica agitata arriva anche da De Cassan. Ma, ampliando l'orizzonte della riflessione, il numero uno di Federalberghi può almeno delineare una situazione del comparto che sembra incoraggiante. La stagione è iniziata sotto una buona stella e trapela ottimismo: «È un buon momento: il meteo ci sta favorendo e stiamo assistendo al ritorno dei turisti stranieri. Siamo ottimisti, ma non cediamo a facili trionfalismi: non è sufficiente una buona stagione per dire che tutto è risolto. Servirà piuttosto aspettare di vedere come andrà l'inverno, per il quale le incognite certo non mancano. Siamo in ripresa, sì; ma per dirsi tranquilli serve un'analisi che guardi più in là nel tempo: c'è bisogno di consolidare i buoni risultati che stiamo vivendo in questi giorni». Pensiero trasversale, quello della stabilità: condizione necessaria per guardare con ottimismo al futuro.

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