Paralimpiadi 2026: «Accelerare sull'adeguamento di strutture e servizi per ospitare gli atleti»

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Marco Dibona
René De Silvestro

CORTINA D’AMPEZZO - La medaglia d’oro di René De Silvestro ai Mondiali di sci alpino paralimpico, a Lillehammer, ha acceso i riflettori sull’appuntamento olimpico del 2026.  Un evento che potrà davvero cambiare molto, nelle strutture ricettive e nei servizi, a Cortina e fuori dai confini della conca: le Paralimpiadi. L’associazione “Cortina senza confini” si sta già attivando per contribuire a superare carenze e ritardi e aprire le porte a tutti: se lo sport lo sta già facendo, la sensibilità va estesa a tutti gli altri ambiti. 
La presidente Claudia Gottardo precisa: «Il nostro progetto prevede azioni e attività di sensibilizzazione alla pratica sportiva e all’abbattimento delle barriere, attraverso la realizzazione di eventi integrati. L’esperienza dei Giochi paralimpici rappresenta un esempio illuminante di come la diversità possa trasformarsi da limite a potenzialità». Roberta Alverà, presidente dell’associazione albergatori di Cortina, riconosce che ci sono difficoltà: «Il tema dell’inclusione è importante per la ricettività: noi non siamo ancora pronti per organizzare un evento così grande come le Paralimpiadi, con tanti atleti diversamente abili. Gli alberghi potranno ricorrere a finanziamenti, attivare progetti per riqualificarsi, va fatta formazione del personale, per diventare una destinazione turistica accessibile a tutti, ovvero senza confini». 
La terza donna è Elena Galli di Unionfidi Veneto. Assieme intendono proporre eventi ogni anno, per sensibilizzare un territorio che, fra quattro anni, accoglierà gli atleti delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, quindi per superare tutte le barriere, non soltanto quelle architettoniche. Il progetto è stato ben accolto dall’amministrazione comunale, dal sindaco Gianpietro Ghedina, e da Confcommercio Belluno, con il presidente Paolo Doglioni: «Ospitare Paralimpiadi Milano Cortina 2026 significa preparare un territorio senza pregiudizi, ostacoli, barriere architettoniche, improvvisazioni. Il fine ultimo sarà far conoscere al mondo Cortina e la provincia di Belluno come esempio di inclusione turistica, creando un modello replicabile ovunque, per un territorio senza confini». 
E’ stata coinvolta l’università Iuav di Venezia; già in passato gli studenti eseguirono a Cortina rilievi di alberghi, uffici pubblici, servizi e sportelli, per verificare l’accessibilità. Evidenziarono ritardi e lacune. L’operazione andrà rifatta, per verificare se ci sono stati cambiamenti, ma soprattutto per eseguire una mappatura del territorio, in accordo con il comune, infine proporre soluzioni e progetti per gli interventi, con costi minimi ma con favorevoli riscontri per la mobilità di tutte le persone, come ha spiegato il docente Francesco Guerra. 
 

 

Ultimo aggiornamento: 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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