Lamon, l'ospedale chiude e le degenze traslocano a Feltre. Riaprirà a fine 2023, dice la dg dell'Ulss

Il direttore della riabilitazione Ballotta: «I miei collaboratori mi chiedono se torneremo poi effettivamente qui. Noi vogliamo ribadire la nostra volontà di tornare su il prima possibile; l'auspicio è entro qualche mese»

Mercoledì 5 Ottobre 2022 di Eleonora Scarton
Sopralluogo nell'ospedale diventato cantiere con Carraro e Ballotta

LAMON - L'ospedale di Lamon chiude. Le degenze traslocheranno a breve e in via temporanea all'ospedale di Feltre per permettere di dare un'accelerata ai lavori che attualmente contano una decina di mesi di ritardo rispetto al previsto.

LA RIAPERTURA
Con questo taglio momentaneo la dirigenza Ulss e la ditta esecutrice dei lavori contano di recuperare circa sei mesi. È innegabile infatti che non avere un'attività assistenziale e sanitaria permette di muoversi più facilmente. E velocemente. Resteranno invece a Lamon la radiologia, la medicina di base, le visite fisiatriche e il centro prelievi.

I LAVORI

Circa un anno fa hanno preso il via nell'altopiano di Lamon i lavori di adeguamento sismico e impiantistico della struttura sanitaria. Inoltre, una volta ultimato il cantiere, si raggiungeranno i 70 posti letto (attualmente erano 50) previsti dal piano regionale e verrà aperta l'unità riabilitativa territoriale (7 posti letto) che al momento non esiste. Altro tassello molto importante, dopo i lavori si consolideranno e sistemeranno le attività ambulatoriali che qui vengono garantite per i residenti. «Questo cantiere è importante perché prospetta all'ospedale di Lamon di diventare a valenza provinciale multispecialistico, quindi si faranno diverse tipologie di riabilitazione. Si tratta di investimenti importanti che fanno comprendere come la volontà sia quella di puntare si questa struttura, non ridimensionarla» sottolinea il direttore generale dell'Ulss 1 Dolomiti Maria Grazia Carraro.

IL RITARDO
Lavori importanti che l'amministrazione sanitaria intendeva svolgere con l'ospedale a regime. Con il tempo però si è capita la difficoltà di far combaciare le esigenze di un cantiere con quelle di chi deve passare giorno e notte all'interno dell'ospedale. Senza contare che, a causa del Covid, della difficoltà nel reperimento delle materie prime e gli aumentati costi delle stesse si è maturato un ritardo di una decina di mesi. «Troppi - sottolinea la dg -, per un ospedale che deve rispondere non solo alle esigenze riabilitative del nostro territorio ma anche a quelle di altri territori in quanto molti pazienti arrivano da fuori provincia e fuori regione. Per svolgere i lavori infatti abbiamo dovuto ridimensionare i posti letto da 50 a 30 ed è chiaro che la precedenza la diamo ai bellunesi».

LA DECISIONE
La direzione sanitaria, insieme alla parte tecnica e a chi tutti i giorni lavora all'interno di questo ospedale, ha quindi iniziato a porsi delle domande su quale fosse la scelta migliore. Da qui quindi la decisione di «trasferire solo le degenze da Lamon a Feltre così da poter lasciare liberi i locali e poter fare tutti gli interventi più velocemente sottolinea Carraro -. È innegabile infatti che si tratti di lavori impattanti, che fanno rumore e polvere. Abbiamo quindi deciso di spostare le degenze così da svolgere più celermente i lavori e migliorare la qualità della degenza degli ospiti in questo frangente». Tutti gli altri servizi, ossia medici di base, pediatri, radiologia e punto prelievi rimangono a Lamon. «Se si continua con questa linea di marcia - aggiunge ancora la dg -, la fine lavori potrebbe avvenire non prima di giugno 2024, che è un tempo infinito per una struttura che lavora immersa in un cantiere. Con lo spostamento delle degenze l'auspicio è quello di recuperare almeno sei mesi, quindi di terminare i lavori entro la fine del 2023». Le degenze quindi saranno trasferite a breve all'ospedale di Feltre, probabilmente al terzo piano del blocco principale.

L'APPELLO
Il direttore della riabilitazione di Lamon, Massimo Ballotta, sottolinea: «Il nostro temporaneo trasferimento a Feltre non ci consentirà di stare meglio, perchè gli spazi saranno quelli che sono» e aggiunge che «i miei collaboratori mi chiedono se torneremo poi effettivamente qui a Lamon. Mi faccio portavoce di questa preoccupazione e vogliamo quindi ribadire la nostra volontà di tornare su il prima possibile; anzi, l'auspicio è entro qualche mese di tornare ad occupare almeno una parte della struttura».

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