«Salviamo le nostre due neurologie»: raccolte oltre 4mila firme

Mercoledì 29 Marzo 2023 di Eleonora Scarton
Gloria Pocchiesa Marian promotrice della petizione

BELLUNO - Al grido di «Devono sopravvivere entrambe le neurologie: siano potenziate», la petizione lanciata lunedì da Gloria Pocchiesa Marian di Padola di Comelico Superiore è diventata virale sui social superando in poche ore le 4mila firme (dato aggiornato alle ore 20 di ieri ndr). «Chiediamo alla regione del Veneto di garantire ai pazienti neurologici cure adeguate, con personale medico presente in modo costante, reparti funzionanti e dotati di personale in numero sufficiente per garantire a noi pazienti cure adeguate e tempestive», dice Pocchiesa che ha avviato la petizione sulla piattaforma Change.org.

E lo fa facendosi portavoce di altre 450 persone che in provincia di Belluno sono affetti, come lei, da sclerosi multipla e che sono preoccupati del possibile ridimensionamento del servizio di neurologia delle due Ulss.

LE RICHIESTE
Nel 2016 Gloria Pocchiesa Marian di Padola ha saputo di essere affetta dalla Sclerosi Multipla, malattia cronica, invalidante e spesso degenerativa. «Siamo in tanti - fa sapere -, eppure siamo solo una parte delle persone che ogni giorno necessitano di avere un supporto neurologico nella Provincia di Belluno. Ma nonostante questo, i servizi neurologici negli ospedali di Belluno e Feltre sono ridotti all'osso». La donna si occupa da tempo di queste problematiche ma la notizia di una possibile chiusura di uno dei reparti provinciali la lascia sgomenta e impaurita. «Nella nostra condizione è impensabile non avere la possibilità di farci visitare almeno a Belluno» e denuncia il fatto che «la politica sanitaria provinciale e regionale si nasconde dietro alla volontà dei medici di non rimanere nel territorio».

IL DOCUMENTO
A tenere alta l'attenzione sulla sanità provinciale è il sindaco di Feltre, Viviana Fusaro la quale, in occasione del consiglio comunale di Feltre di lunedì sera, ha letto un documento che sarà condiviso con la Conferenza dei sindaci dell'Ulss. «Quello che si sta prospettando per i reparti sanitari, in particolare oggi con il reparto di neurologia della nostra Ulss è un evento che si lega ad una programmazione sanitaria che si è rivelata poco efficace nel garantire l'attività specialistica nella nostra provincia, anche per mancanza di risorse umane. La mancanza di queste sta conducendo di fatto al rischio di non poter garantire alla popolazione che vive nel territorio aziendale l'intervento sia in situazioni d'urgenza che elettive». L'azienda ospedaliera ha messo in campo diverse azioni, evidenzia Fusaro, ma non sono state efficaci.

«Tra tutte prosegue il sindaco -, in un sistema sanitario non è pensabile che il trasferimento del personale necessario in un'unica sede ospedaliera possa essere risolutivo. La conseguenza invece sarebbe la caduta del servizio in tutta l'azienda con ripercussioni anche per altre strutture operative complesse aziendali». La mancanza di un'appropriata attività neurologica comporterebbe secondo il primo cittadino di Feltre una migrazione sanitaria con pesanti danni diretti alla popolazione ed alla vita in una provincia già gravata dal peso della denatalità e dall'isolamento. «Ne consegue prosegue Fusaro che ci si attende che lo sforzo dell'azienda ospedaliera sia quello di ottenere l'immediato ripristino di risorse umane adeguate, con obiettivo di conservare l'esistente (quindi entrambe le neurologie provinciali) e, successivamente, provvedere ad una riorganizzazione resiliente, attesa e tempestiva, che mantenga anche fede agli impegni presi con i territori limitrofi (il riferimento è al vicino Primiero)». L'amministrazione di Feltre è pronta ad interventi a ogni livello a fianco della cittadinanza e dell'Ulss Dolomiti.
 

Ultimo aggiornamento: 14:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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