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Corse folli delle moto sulla 251, l'appello del sindaco di Val di Zoldo: «La politica cambi le regole: i cartelli che annunciano i controlli vanno tolti»

Lunedì 27 Giugno 2022 di Alessia Trentin
Corse folli sulle strade bellunesi, lo sfogo del sindaco di Val di Zoldo
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BELLUNO - Torna l’estate e le strade bellunesi tornano ad essere circuiti di alta velocità. Ieri c’è stato un vero assalto alla montagna e i bolidi si sono viste sfrecciare in po’ su tutte le strade della provincia. Erano veramente tanti. Pochi invece, gli agenti, sempre insufficienti a tenere a freno la voglia di correre dei motociclisti: la querelle tra istituzioni e cittadini da una parte, centauri indisciplinati dall’altra, si riaccende. E il suo riproporsi ogni anno uguale, non ne smorza i toni. La diatriba è sempre infuocata, la soluzione sempre troppo lontana dalla realtà. Occorre fare i conti con le forze umane in campo è il mantra che si va ripetendo, capace di togliere vigore anche ai tavoli istituzionali dove si studiano i piani di controlli speciali.

LO SFOGO

A riportare il tema all’attualità è il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin. Lungo la sua 251, si sa, da maggio a settembre è tutto uno sfidare la sorte. Intanto in Prefettura si susseguono i vertici tra le forze dell’ordine e il piano speciale di controlli è già stato varato. Tra gli osservati speciali, quelle strade considerate particolarmente pericolose, proprio la 251 sia nel tratto verso la Valcellina che in quello verso lo Zoldano. «Ogni estate ritorna il tema del comportamento pericoloso dei motociclisti – inizia così lo sfogo di De Pellegrin -. I sindaci, giustamente, fanno appelli al prefetto e alle forze dell’ordine per maggiori controlli. La Questura convoca il tavolo tecnico. Si organizzano i posti di controllo, si coordinano le pattuglie delle diverse forze dell’ordine per ottimizzare le risorse umane, sempre troppo poco numerose, concentrando gli sforzi sui soliti punti neri della viabilità. La sp 251 è uno di questi. Tutto giusto e doveroso, ma non si affronta mai il vero tema, che è di natura politica». «I controlli sulla velocità dei veicoli e in particolare delle moto, con le regole attuali non sono efficaci - dice senza girarci attorno il sindaco della Val di Zoldo -. O almeno non lo sono per prevenire l’alta velocità, lo sono casomai per pareggiare il bilancio di qualche comune e questo è inaccettabile. Chi i controlli li fa seriamente, con posti di controllo mobili su tutto il territorio comunale e soprattutto con contestazione immediata delle violazioni, per tentare di scoraggiare realmente l’alta velocità, si trova letteralmente a fare la figura del fesso: la postazione dev’essere presegnalata e ben visibile. Il motociclista deve essere avvertito in tempo del controllo in modo da adeguare la velocità in tempo, prima del posto di controllo. Così tu li senti arrivare a 130 km/h, davanti al posto di controllo transitano a passo d’uomo, sorridenti e poi via, li senti sgasare e ripartire a 100 all’ora. L’ho provato io stesso stando con i miei agenti. È una pagliacciata». Il primo cittadino di Val di Zoldo se la prende con il sistema dei controlli, perché solo una postazione con operatore non segnalata può essere un deterrente efficace, i cartelli di avviso devono essere tolti.

LA PREVENZIONE

È d’accordo il presidente della Provincia. Ma il tema non ha una soluzione a buon mercato. Anzi, il nodo è proprio questo, mancano agenti. «Un paio di settimane c’è stato un incontro in Prefettura con polizia stradale, carabinieri, Questura e polizie locali – spiega Padrin -, l’obiettivo era intensificare i controlli nei fine settimana per far fronte al problema delle moto che corrono. Ci troviamo di fronte a vere corse di velocità su strade trafficate, così si mettono a rischio la vita dei motociclisti e degli automobilisti. Noi abbiamo cercato di condividere un piano di intensificazione dei controlli con le forze a disposizione, con particolare attenzione ai tratti più pericolosi della nostra viabilità». Dall’altra c’è l’opera di sensibilizzazione che Padrin sta portando avanti con gli stessi motociclisti, a partire dal presidente del motoclub di Feltre, Daniele Gorza, che ha già assicurato il suo pieno appoggio a eventuali iniziative di educazione stradale. 

Ultimo aggiornamento: 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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