Addio a Jez, morto a 66 anni il liutaio che per anni si battè per la sua casa

Lunedì 19 Febbraio 2024
Andrzej Jez

LIMANA - Ha lottato per una vita per coronare il suo sogno affinché quella casa a Ceresera al civico 23 a Limana ottenesse finalmente quel diritto d'accesso, promesso sulla carta all'atto di acquisto ma mai ottenuto. Andrzej Jez è morto a 66 anni senza aver realizzato quel sogno.

L'uomo, liutaio di origine polacca, ma anche grande musicista e «punto di riferimento per tutti i musicisti locali», come lo ricorda l'amico avvocato Paolo Serrangeli, si è spento sabato per tumore. Ne danno il doloroso annuncio la moglie Bozena, le figlie Joanna ed Ewelina, il genero Paolo, la nipotina Agata, le sorelle, il fratello, le cognate, i cognati ed i parenti tutti. Si potrà fargli visita alla Casa Funeraria Donadel in via Marisiga a Belluno, dove nella Sala del Commiato mercoledì alle ore 11 si terrà un momento di preghiera in sua memoria. Sulle epigrafi apparse in paese «un particolare ringraziamento a tutto il personale di Casa Tua 2».

LA BATTAGLIA
Quella casa che aveva acquistato con tanta fatica Jez Andrzej era un edificio che doveva essere adibito a laboratorio, ma che è di fatto "misteriosamente" privo di diritto di accesso. In mezzo strade che si spostano, recinzioni che spariscono e tanti misteri. Jez ha cercato di fare chiarezza con denunce, sentenze, cause, e un migliaio di accessi tra Municipio e Procura. Lo si vedeva spesso a palazzo di Giustizia in via Segato con i fascicoli sotto braccio e le sue carte, frutto di ricerche e lavoro di anni per fare chiarezza su quella storia. In molti casi le sue segnalazioni sono state archiviate, in altre sono finiti a processo chiuso poi con assoluzioni che lui non riusciva proprio a spiegarsi.

IL PROFILO
Jez, tecnico industriale, musicista e liutaio polacco era arrivato più di 30 anni fa in Italia. Il suo incubo era iniziato nel 2003, quando l'uomo decide di acquistare il complesso di Ceresera. Da allora paga un mutuo, per non avere però di fatto un'abitazione. Era quindi diventata una odissea la sua battaglia. Lui aveva pagato un mutuo per quell'edificio che però era privo di accessi e di allacciamenti all'acqua e non aveva l'abitabilità.

LE SUE PROTESTE
Era stato costretto anche a dormire in tenda in quella proprietà per un periodo. «Praticamente - aveva detto Jez - a Ceresera non posso avere residenza, né domicilio. Allora perché devo pagare tasse? Da 12 anni non posso ristrutturare l'edificio per mancanza di accesi carrabili, cosa devo fare?».
 

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