Cade e batte la testa: Rino muore a 53 anni. Giallo sulle cause

Giovedì 21 Maggio 2020 di Andrea Zambenedetti
Rino Bortoluzzi è morto all'ospedale di Treviso
PONTE NELLE ALPI - Sabato scorso, dopo 24 ore di agonia, il suo cuore ha smesso di battere all'ospedale Cà Foncello di Treviso. Ma per capire cosa sia successo in quella giornata, e nelle ore precedenti, la famiglia della vittima ha chiesto alla Procura di Belluno di indagare. Il magistrato, Simone Marcon, ha aperto un fascicolo affidando l'incarico dell'autopsia al medico legale, Antonello Cirnelli. Contestualmente è stato nominato anche il neurochirurgo Lello Costagliola dell'ospedale San Giovanni di Roma per le valutazioni relative proprio all'ambito neurologico.
CALENDARIO AL 15 MAGGIO
Rino Bortoluzzi, classe 1966 di Ponte nelle Alpi, viveva da solo. Nessuno avrebbe quindi assistito alla caduta. A dare l'allarme sono stati i familiari, che lo hanno trovato in casa agonizzante. L'uomo è stato quindi soccorso e portato all'ospedale di Belluno. Dal San Martino è stato poi trasferito al Cà Foncello. Ed è anche su quelle ore, e sui tempi di trasferimento, che si concentrano i dubbi dei familiari che non si capacitano della tragedia ed hanno chiesto aiuto all'avvocato Valentina Mazzucco. Un'istanza accolta dalla Procura che ha ordinato l'autopsia. Al momento tutto lascerebbe presagire ad una caduta che ha provocato un trauma cranico ma anche su questo le certezze sono poche. «La famiglia si affida a quello che emergerà dalle indagini» spiega l'avvocato Mazzucco. Una morte, dunque, con molti interrogativi che già nella giornata di ieri hanno trovato però alcune, seppur parziali, risposte.
L'AUTOPSIA
Gli accertamenti necroscopici, eseguiti contestualmente al conferimento dell'incarico, hanno confermato la diagnosi della cartella clinica. C'è stato quindi un forte trauma cranico, verosimilmente compatibile con una caduta a peso morto. Servirà però ulteriore tempo per capire se il comportamento dei sanitari e quindi i tempi del trasferimento dall'ospedale di Belluno a quello di Treviso siano stati corretti e compatibili con il quadro clinico di Bortoluzzi. Per effettuare questa valutazione servirà anche il raffronto con gli accertamenti eseguiti dopo il ricovero. La Procura ha dato tempo 90 giorni per la relazione che dovrà provare a far luce su quella giornata di agonia, iniziata con il trauma cranico e finita con il decesso.
L'ULTIMO ADDIO
Già nelle prossime ore il fratello e i genitori del 54enne potrebbero ottenere dalla Procura il nullaosta alla sepoltura avendo così la possibilità di fissare la data per l'ultimo saluto al loro congiunto, nella speranza di riuscire a trovare il maggior numero di risposte ai molti interrogativi di queste giornate.
Andrea Zambenedetti Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA