Impreparati in vetta: stagione record per i soccorsi. Quasi raddoppiati i morti

Domenica 23 Agosto 2020 di Daniela De Donà
Stagione record per infortuni sulle montagne

SICUREZZA IN QUOTA
BELLUNO Super lavoro per i volontari del Soccorso alpino. Un numero ne ratifica l’impegno. Si è passati – nel confronto gennaio-agosto 2019 e 2020 - da 615 a 650 interventi. Il numero non inganni, non significa +35 uscite a soccorrere persone in difficoltà. Il peso è ben maggiore. Come sottolineato da Alex Barattin, a capo della Delegazione II Dolomiti Bellunesi del Soccorso Alpino: «Bisogna tenere conto che c’è stato il lockdown, ci si è rimessi a camminare solo a primavera avanzata». Quindi le 650 uscite del 2020 non vanno riferite a otto mesi (come le 615 del 2019), ma a cinque. E così pesano ancora di più i 34 decessi in vetta del 2020, in forte aumento rispetto ai 23 morti dello stesso periodo del 2019: è il 47,83% in più. 
GLI IMPREPARATI
Una delle cause del superlavoro del soccorso, in questo 2020, sta nel fatto che la montagna ha attirato frequentatori non abituali. «È cambiata l’utenza, si sono avvicinate persone che non sono abituate a muoversi nell’ambiente montano». Gli interventi degli uomini del Cnsas hanno riguardato spesso piccoli incidenti. «Il 38% degli incidenti sono dovuti a mancanza di preparazione fisica, a sfinimento, a perdita dell’orientamento – precisa Alex Barattin – ci sono escursionisti che non sanno valutare le loro competenze di base, non calcolano adeguatamente la lunghezza dell’itinerario, poi vengono presi dal panico». Manca l’allenamento adeguato e, a volte, anche l’attrezzatura. A proposito, in particolare, delle calzature non corrette, cioè all’uso delle “scarpe da ginnastica” al posto degli scarponi, Barattin tiene alla precisazione: «Va sfatato il mito che le scarpe da running non vadano bene. Se le indossa un atleta o un escursionista allenato vanno benissimo. Molto meglio, invece, le pedule che proteggono la caviglia se non si è abituati a camminare su un sentiero sconnesso».
IN PRIMA LINEA
Ovvio che così poi diventa facile slogarsi la caviglia e chiamare i soccorritori. Sono 740 nel Veneto, di cui ben 460 in provincia di Belluno. Mollano senza preavviso il lavoro e la famiglia, a disposizione di chi è in difficoltà. Rischiando a volte la loro vita per salvarne un’altra. «E sono volontari – ribadisce il capo delegazione – per cui non finirò mai di ringraziarli». Questi gli ultimi interventi: il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stato impegnato tutta la notte tra venerdì e sabato alla ricerca di padre e figlio veneziani dati per dispersi nella zona dell’Antelao. Ritrovati al mattino, in una zona, con assenza di campo, dove avevano bivaccato. 
LA SOLUZIONE 
Difficile trovare la soluzione. L’invito è di calcolare l’impegno che un’escursione comporta rapportandola alle proprie forze. Anche perché oggi Internet offre molte indicazioni ed informazioni. Per Barattin bisognerebbe pensare con la logica della prevenzione: «Come si insegna il massaggio cardiaco nelle scuole, così si dovrebbe fare per le regole di sicurezza, che valgono sia per la montagna che per il mare». Non va sottovalutato, inoltre - sempre in ottica sicurezza – l’importanza di partire presto al mattino: «Non si può iniziare una gita all’una, sotto al sole e con i temporali che spesso arrivano nel pomeriggio. Alle 15 si dovrebbe già essere tornati», dice deciso Barattin. 
L’APPELLO
Proprio a proposito di meteo, il Soccorso alpino e l’Arpav lanciano un appello che tocca il tasto della alta variabilità del tempo in montagna d’estate: «L’escursionista deve controllare le previsioni e scegliere percorsi adeguati per durata anche ai repentini cambiamenti del tempo. In estate, infatti, è facile, soprattutto al pomeriggio, che il tempo cambi velocemente». Fondamentale affidarsi a previsioni specialistiche, come l’Agenzia ambientale del Veneto che vanta due centri di eccellenza per la meteorologia, il servizio di Teolo sui colli Euganei e quello di Arabba sulle Dolomiti specializzato proprio nelle previsioni alpine. Arpav, in particolare, mette a disposizione App meteo, da ultima l’App temporali, che segnala la presenza di temporali di forte intensità. A proposito di previsioni meteo: per oggi, domenica, c’è allerta gialla e criticità. Una fase di instabilità, difatti, interesserà le provincia di Belluno, con rovesci e temporali sparsi, ma non sono da escludere fenomeni localmente intensi, con forti rovesci, forti raffiche di vento e grandinate locali. 
Daniela De Donà 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA