Arrivano altri nove migranti, la Croce rossa gestisce l'emergenza da sola: «Siamo stanchi»

Venerdì 29 Settembre 2023 di Giovanni Santin
Migranti in Alpago

BELLUNO - Oggi in provincia di Belluno arriveranno altri nove migranti ai quali trovare una sistemazione. Ogni giorno è così. Mercoledì sera, per esempio, all’imbrunire, al Comitato di Belluno della Croce Rossa Italiana sono stati affidati tre migranti minori.

E siccome al momento non c’era nessuno – né comune né cooperativa – disponibile ad accoglierli, sono stati destinati alla tenda allestita nell’area adiacente a villa Bizio Gradenigo, nelle pertinenze della residenza per anziani della Gaggia Lante. 

«Ma non ce la siamo sentita – dice Paola Zannoni, presidente del Comitato bellunese Cri - e abbiamo deciso di ospitarli, a nostre spese, in un bed&breakfast». La tenda, o in questo il caso il B&B, sono stati pensati per una prima ospitalità che si dovrebbe risolvere in 12-24 ore in attesa di una collazione sul territorio. Invece, come accaduto la scorsa settimana per le tre donne ivoriane che poi hanno trovato casa nell’appartamento un tempo adibito a canonica a Soverzene, anche i tre minori, due dei quali provenienti dalla Nigeria, sono rimasti nella struttura ricettiva per tutta la giornata di giovedì e qui hanno dormito anche nella notte fra giovedì e venerdì. Non è un modo di dire sostenere che Cri Belluno sia in prima linea nell’accoglienza dei migranti. 

La tenda, già proposta al prefetto nei mesi scorsi e che ha avuto il benestare solo a metà mese, da quando è stata eretta, era lo scorso 16 settembre, è stata utilizzata per dieci notti consecutive. «Noi con la prefettura abbiamo una convenzione per il trasporto dei migranti da Mestre sino in provincia – precisa Zannoni – e tutto il resto invece lo facciamo gratuitamente». Un impegno, quello legato alla gestione della tenda, che ogni giorno occupa circa una ventina di volontari: «A nostre spese abbiamo garantito l’allaccio alla rete della corrente elettrica, l’installazione ed ora la pulizia del bagno chimico sistemato nell’area, la pulizia quotidiana, il ricambio, lavaggio e sanificazione delle lenzuola e delle coperte, il coordinamento dei pasti… Ed ora scarseggiano biancheria ed indumenti, perché spesso le persone arrivano solo con una maglietta che non può più essere sufficiente ad affrontare soprattutto le notti in questa stagione». 

Per i tre minori, Cri Belluno aveva anche fornito un pallone da calcio perché potessero trascorrere le lunghe giornate in attesa di una sistemazione migliore. «Ma tutto ciò non risponde ai nostri standard di accoglienza. Noi abbiamo un mandato di umanità, ma questa per noi non è accoglienza. Come si diceva, oggi, sabato 30 settembre, Cri porterà a Belluno altri nove migranti, fra i quali, ancora una volta, ci saranno tre minori che hanno bisogno di cure ed attenzioni particolari». 

E siccome nell’area della tenda nessuno ha previsto la possibilità di collocare anche delle docce, alle persone in arrivo a Belluno, dopo essere state portate in Ospedale per rispettare il protocollo previsto, è stata aperta la sede Cri di via Bortotti proprio per potersi lavare. Zannoni aggiunge: «Approfitto per segnalare che in occasione dei tavoli convocati dalla Prefettura sul tema migranti, noi siamo l’unica associazione di volontariato presente. Ed è evidente la differenza con quanto accaduto in occasione dell’arrivo dei profughi ucraini: allora le associazioni disponibili erano tante, ora siamo rimasti solo noi? I motivi? Non li conosco. Certo è che noi cominciamo ad essere stanchi perché non c’è giorno in cui non sia arrivato qualcuno e come volontari vogliamo essere presenti costantemente. Un impegno sostenibile solo da quanti di noi sono in pensione. Anche perché nel frattempo proseguono le nostre altre attività sul territorio, imprescindibili per poter raccogliere fondi che poi ci permettono di finanziare la nostra mission». 
 

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