Da badante a migrante-imprenditore con 12 dipendenti. E ora Alex lancia la sua sfida

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Giovanni Santin
Alex Daraban, il migrante imprenditore

SEDICO - Era arrivato poco più di dieci anni fa da Oradea (la storica Gran Varadino), una cittadina rumena ai confini con l'Ungheria. Cercava lavoro. Lo trovò come badante, a Mestre. Ora, a dieci anni di distanza, con la società alla quale ha dato vita, la Adal Network, sta portando la fibra nella casa dei sedicensi, ma anche di altre migliaia di bellunesi, veneziani e pordenonesi. Alex Daraban abita nella zona del Mas di Sedico. Ha già infrastrutturato la dorsale del comune, tra Sedico e Bribano, lungo via Caldemessa, dove, naturalmente, vi è un numero di potenziali utenti maggiore. Per realizzare quest'opera ha fatto ricorso anche a soluzioni nuove, poco impattanti, che hanno consentito di superare alcuni incroci strategici senza dover scavare in superficie. L'intervento gli è costato circa 50mila euro. Ma la stessa operazione Daraban la sta realizzando anche in Alpago, nella zona altrettanto strategica di Paludi, ed in Cadore (al momento si lavora a Domegge). 

IL PROGETTO

«Quello di Sedico, con quello dell'Alpago spiega Daraban, presentando l'intervento che si sta completando verso Bribano - è un po' il progetto pilota. Il mio obiettivo è portare la fibra a 10mila bellunesi nel giro di un paio di anni. Intanto, entro fine anno, spero di servire parecchi sedicensi. Non sarà un salto di qualità solo per me, ma per tutto il Bellunese. Ho realizzato due centrali, una a Paludi ed una a Sedico, a metà tra il capoluogo e Bribano. La fibra arriva lì da Milano da Infracom che gestiva la fibra di tutte le autostrade.  Altri fanno un servizio simile al nostro, ma ancora non ho visto nessuno portare la fibra direttamente in casa come faremo noi. In casa arrivava solo il cosiddetto topino. Poi questo servizio voglio estenderlo a tutto il Nord Est. Stiamo investendo ad Aviano ma anche a Ceggia».  

LA BUROCRAZIA

Non sempre è stato facile lavorare con le amministrazioni locali, spesso impreparate di fronte all'enorme portata della rivoluzione avviata con la liberalizzazione. «Con la maggior parte dei comuni spiega Alex - ho avuto rapporti abbastanza buoni. Ma è anche vero che un venti per cento, almeno, non ha capito le nostre proposte. Qualcuno, all'inizio, mi chiedeva addirittura di produrre in Nulla osta di Telecom, quasi fossimo ancora in un regime di monopolio. Ma ora un po' tutti cominciano a capire che è un'operazione, la nostra, che deve essere sostenuta. Io ho capito che non posso aspettare che sia qualcun altro a portarmi la rete. E ho cominciato a farmela. L'unica cosa che mi manca è il capitale da investire. Avessi avuto a disposizione un paio di milioni di euro, Belluno sarebbe già tutta cablata». 

LA STORIA

Intanto la sua azienda ha cominciato a crescere. Adal Network da lavoro a mezza dozzina di dipendenti e ad un paio di ditte esterne che collaborano per vari profili. Daraban ripercorre con un certo orgoglio il cammino fatto. «Non avevo fatto racconta - nessuno studio specifico in materia. Al massimo sapevo configurare il modem di casa. Quando sono arrivato in Italia, ho fatto tante domande di lavoro, ma nessuno mi ha mai chiamato. Ho fatto il badante. Nel 2010 mi sono trasferito a Belluno grazie ad un prete ortodosso: speravo  di entrare in Luxottica. Non mi hanno assunto ma la provincia mi è piaciuta. Parlavo con mia moglie che era rimasta in Romania tramite Skype e mi sono reso conto che la rete italiana non era adeguata. Appena ci si allontanava dalla centrale la prestazione dell'adsl calava tanto. In Romania in internet si viaggiava assai più velocemente che in Italia. Mi si è accesa la lampadina. Ho capito che su questo settore c'era da investire. Con Telecom, anche se non c'era più il monopolio, se in una zona si sentiva male, cambiare operatore non comportava alcun beneficio, perché non cambiava la rete. Ho capito che bisognava creare una nuova rete, una rete mia, indipendente. Ho cominciato a portare l'adsl nelle case dei bellunesi in Valbelluna, poi mi sono esteso all'Alpago e al Cadore. Il primo ripetitore l'ho installato a San Zenon, in comune di Sospirolo, appena arrivato. Poi ho montato un altro ripetitore sul monte Pascolet e da lì ci siamo spostati sull'Alpago. Ad oggi abbiamo 180 bts, punti di diffusione». Ora la sfida della fibra.
 

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