Meteo, allarme arancione in Veneto. Prima nevicata a Misurina e Falcade. Scatta il pericolo valanghe Foto e bollettino

Martedì 2 Novembre 2021 di Olivia Bonetti
Meteo, allarme arancione in Veneto. Prima nevicata a Misurina e Falcade. Scatta il pericolo valanghe Foto

Con l'arrivo della prima perturbazione atlantica del mese è giunta anche la prima neve della stagione sulle Dolomiti bellunesi, anche a quote medie. Dal tardo pomeriggio sono iniziate intense precipitazioni nell'area dolomitica e in serata, complice un impulso più freddo, la pioggia si è trasformata in neve a partire dai 1400/1500 metri di quota. I fiocchi bianchi sono caduti in alcune delle località sciistiche del bellunese come Arabba, Malga Ciapela, Misurina e Selva di Cadore. Una forte nevicata è ancora in atto al Passo San Pellegrino, il valico che collega Moena con Falcade.

 

BELLUNO - La neve si vedrà anche a quota 1300 metri, ma saranno pochi fiocchi. La perturbazione che nelle scorse ore ha fatto scattare l'allerta arancione per il rischio idrogeologico per la zona Piave Pedemontano e che ha avuto il suo picco ieri sera, ha portato neve fresca ad alte quote: dal centro valanghe Arpav di Arabba ne erano previsti, sopra i 3mila metri, tra i 40 e 60 centimetri. E se la stagione sciistica è alle porte (la prima discesa a Cortina sarà il 27 novembre) e c'è tanta voglia di tornare in pista dopo un inverno a secco, la precipitazione nevosa di queste ore non basta a garantire la coltre naturale.

Meteo, rischio valanghe

Nel pomeriggio si era ancora fermi a pochi centimetri di neve fresca sulle vette, parliamo dei 2500-2700 e più metri, ovvero meno del 5% del territorio bellunese. In serata qualche spruzzata di neve si è vista a Misurina e sopra Falcade. «In queste zone interessate dalle precipitazioni nevose intense - spiegava ieri Renato Zasso del Centro valanghe - dalla prossima notte si potranno avere anche distacchi importanti di valanga». 

 

Previsioni meteo Veneto

Il previsore del centro di Arabba, Robert-Luciani Thierry, che ieri stava calcolando quello che sarebbe successo spiegava: «Attualmente lo zero termico è a 2600 metri, quindi l'equivalente della pioggia, dove le temperature sono negative, è la neve. Per quanto riguarda la quota di 2000 metri prevediamo sulle Dolomiti 10-15 centimetri, ma potrà scendere anche molto più in basso perché abbiamo dei fenomeni intensi proprio alla fine dell'episodio. Ci fanno pensare che, localmente, nelle valli più chiuse, se l'intensità lo consentirà, la neve potrebbe arrivare anche a 1300 1400 metri. Parliamo di certe valli molto strette della Val di Zoldo, Cadore, o medio e alto Agordino, sopra val Fiorentina e le zone di Malga Ciapela. Se c'è l'intensità, dicevamo, la neve scenderà: ma saranno solo tracce». Spiegava che l'apice del maltempo sarebbe stato «fra le 21 e mezzanotte di lunedì quando c'è il passaggio del fronte freddo». «Fino alle 20 la neve rimarrà sopra 2200-2300 si abbasserà improvvisamente in corrispondenza del fronte freddo», sottolinea il meteorologo. Poi le previsioni danno una buona giornata per oggi, ma un peggioramento meteo di nuovo tra mercoledì e giovedì. La neve ci sarà per l'inizio della stagione a novembre? «Non esistono previsioni mensili», mette in guardia Robert-Luciani Thierry.

Maltempo

Il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto ieri ha emesso il bollettino e ha decretato «lo stato di attenzione in alcuni bacini idrografici del Veneto». Segnalavano la possibilità d'innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e di colate rapide nelle zone di allertamento di Vene-A (Alto Piave, allerta gialla), Vene-H (Piave Pedemontano, allerta arancione), Vene-B (Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, allerta gialla), Vene-C (Adige-Garda e Monti Lessini, allerta gialla) e Vene-E (Basso Brenta Bacchiglione, allerta arancione)».

Ultimo aggiornamento: 19:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA