Nicolò apre una nuova via di VII° superiore sulla mitica Sud della Marmolada

Sabato 24 Agosto 2019 di Daniela De Donà
Nicolò Geremia apre la nuova via
6
MARMOLADA -  «Il mio sogno è di andare a vivere, stanziale, nella magica Val Pettorina». Padovano, ma con un piede ben saldo tra le Dolomiti bellunesi, Nicolò Geremia - che intanto vive tre mesi all'anno nell'Alto Agordino - ha firmato una nuova via sulla parete sud della Marmolada. Colombo lunatico, il nome, VII grado + R4 la difficoltà. In cordata con lui la guida alpina di Bolzano Thomas Gianola. La passione per la montagna e l'arrampicata è nel Dna di Geremia. Lo dice già la sua nascita. Nicolò, infatti, è un padovano non nato a Padova: lancia il suo primo vagito, infatti, nel 1987 all'ospedale di Castelfranco Veneto: «Perché mia mamma tornava da una gita in montagna e non ce l'ha fatta. Io volevo nascere». Anche il papà ci ha messo del suo: era compagno di cordata di Bruno De Donà "bareta", già gestore del rifugio Mulaz. «Mamma e papà portavano me, i miei due fratelli e mia sorella, sin da piccoli, a camminare in tutto l'arco alpino. Non è un caso che mio fratello maggiore, Daniele, già da anni sia andato ad abitare in Val di Zoldo».

 
LA REGINA
Colombo lunatico è stata salita in due giorni con spit usati solo nelle soste. La via parte dalla cengia mediana e corre per 350 metri a sinistra di Hatschi Bratschi e a destra di Don Quixote. Una scelta non casuale: «Ero stregato dalla montagna Regina delle Dolomiti, ma anche dal lato selvaggio e poco turistico della valle. Un posto perfetto per noi cattivi ragazzi che ammiriamo i nostri miti, dominatori del miglior calcare dolomitico, come Luigi Da Pozzo, Mariacher, Venturino, per citare solo tre nomi. E ad attirarmi c'era quel pilastro completamente libero, lassù nella parte alta della parete Sud».
L'IMPREVISTO
Però le cose non sono andate come ci si era immaginati. In corso d'opera la cordata ha dovuto cambiare la linea di salita pensata a tavolino: «A metà strada vediamo due alpinisti arrampicare sulla linea che volevamo aprire: era già stata cominciata da Hansjorg Auer». L'alpinista austriaco - noto per i suoi free solo - è morto sotto una valanga in Canada quattro mesi fa e i suoi amici volevano completare una via da lui iniziata in sua memoria. «Quindi, digerita la sorpresa, deviamo e, fortunatamente, troviamo una bella linea indipendente. Con difficoltà non elevate anche se, come accade in Marmolada, non abbondano le protezioni».
FASCINO IRRESISTIBILE
Nicolò sprizza amore per la Regina. «Da quando ho arrampicato, la prima volta due anni fa, salendo la via attraverso il pesce con Silvan Shupbach, sono rimasto stregato dalla qualità della roccia, ma soprattutto dallo stile d'arrampicata, psicologico, su calcare perfetto». Parete immensa e roccia perfetta: «Ecco che si fa desiderare come una regina e pericolosa, come una donna arrabbiata quando arriva la pioggia e si creano cascate ovunque in poco tempo. Ma le emozioni che regala non hanno paragoni».
I PROGRAMMI
Nicolò Geremia non è solo nella passione: spesso arrampica con altri ragazzi padovani, compreso il fratello Enrico, con i quali condivide un appartamento durante la stagione estiva. Con loro parla dei progetti in parete: «Mi prendono in giro perché ne comincio uno a settimana. Intanto vorrei finire la stagione con la scoperta dell'ignoto più che con ripetizioni alpinistiche».
LA DEDICA
Ultimo appunto: la via Colombo lunatico è dedicata a Philipp Angelo, l'amico che perse la vita un anno fa sullo Sperone Walker alle Grande Jorasses: «La montagna ci dà tanto e ci porta via tanto. Ringrazio tutte le persone che mi hanno insegnato a viverla e ricordo tutte le persone che, per amore della roccia, sono scomparse».
Daniela De Donà Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 14:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA