Marco ha 28 anni e non molla «Ma a volte non guadagno nulla»

Lunedì 6 Giugno 2022 di Alessia Trentin
Marco Vuerich ha 28 anni e un agriturismo in Nevegal
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BELLUNO - Le sveglie all'alba non sono niente, rispetto a quanto stanno vivendo in questi mesi gli agricoltori e gli allevatori della provincia. Le stalle piccole, ma forse anche quelle più strutturate, rischiano seriamente la chiusura perché, un momento così, non si era davvero mai visto. I prezzi di mais e soia sono alle stelle, luce e gas sono più che raddoppiati e l'urea per concimare i campi di mais due anni fa si comprava a 30 euro al quintale, oggi supera i 100. L'allarme l'aveva lanciato già Lattebusche nella sua assemblea annuale, qualche settimana fa. Parlavano di una situazione da monitorare, i vertici, di un disagio che stava investendo soprattutto le piccole stalle. Marco Vuerich, 28 anni, un agriturismo e un'azienda agricola sulle spalle, non nega le difficoltà ma ammette che no, un reale pensiero di mollare tutto e chiudere non l'ha mai avuto. Ci sono giorni un po' così così, in cui l'ennesima bolletta con rincaro di oltre il 60% abbatte e viene voglia di mettere tutto in discussione, ma la passione è più forte delle difficoltà.

COME RIPRENDERSI

Ha 8 mucche, Marco, ne ricava quel tanto di carne che gli serve per l'agriturismo, qualcosa riesce anche a vendere. Lo stesso per gli ortaggi, finiscono nei piatti dei suoi clienti e qualcosa nei mercati. Lavora a testa bassa, ha grandi progetti e spera che il periodo nero finisca presto. Quali sono le difficoltà maggiori di questo periodo? «L'aumento spropositato di materie prime e dell'energia, a fronte di un rincaro dei costi al consumatore che ancora non tampona il costo per il produttore. I mangimi si trovano, non è tanto quello il problema, ma mais e soia sono a prezzi folli e così per i concimi dei campi. Tutte le strutture in questo momento sono in difficoltà, non potrebbe essere diversamente, il margine si è ristretto, si lavora in perdita». Ha mai pensato di mollare? «Il periodo non è facile, il Covid ci ha messo del suo, la stagione invernale 2021 è stata persa e per noi è stato un duro colpo. Poi, quando abbiamo potuto riaprire, è arrivata la mazzata dell'aumento delle materie prime. Una domanda te la fai, ti chiedi: ma ne vale la pena? Cosa vuoi fare, stringi i denti e vai avanti. Ho aperto la mia attività 9 anni fa, in questo tempo i problemi non sono mancati e così nemmeno i motivi per chiudere, se avessi voluto, ma non voglio». Qualcuno molla. «Lo so e lo capisco, non conosco casi specifici ma la situazione porta a questo. Si lavora con gli animali sette giorni su sette per poi, alla fine, riuscire solo a pagare il dipendente, per sé non resta magari nulla». Qual è la via d'uscita? «Con Coldiretti e Campagna Amica stiamo portando avanti un progetto con un obiettivo importante, quello di potenziare la filiera corta, di puntare sul rapporto diretto tra il produttore e il consumatore. Questo per chi produce il latte è più difficile, diverso è per chi trasforma la materia prima e riesce ad avere un margine più ampio e a stabilire un rapporto di fiducia con la gente nei mercati».

LA CARRIERA

Ha 28 anni ma già una sua azienda agricola, un agriturismo in Nevegal e grandi progetti. Come ha iniziato? «Avevo 18 anni, ho preso in mano l'azienda a uso personale creata dai miei nonni e l'ho ingrandita. Oggi ho 8 mucche, 60 arnie e nell'agriturismo Faverghera in Nevegal sono un agrichef. Non mi sono mai pentito, ci sono sempre alti e bassi, momenti in cui ti metti in discussione tutto ma poi il bilancio è sempre positivo. Ho scelto questa vita sapendo bene quello a cui andavo incontro e sono felice perché il mio obiettivo è grande». Può accennare qualcosa? «A breve in Faverghera inaugureremo l'area spa in terrazza, con le saune, poi tra qualche anno vorrei aprire un agriturismo anche nel mio Alpago. C'è dell'altro, una novità che concretizzerò a breve ma per ora non ne parlo, sarà una sorpresa».

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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