Separazione consensuale tra Valentino e Luxottica: stop alla collaborazione

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Raffaella Gabrieli
Separazione consensuale tra Valentino e Luxottica: stop alla collaborazione

AGORDO (BELLUNO) - Anche i rapporti più intensi finiscono. Con una decisione consensuale e senza recriminazioni l'uno contro l'altro e viceversa. Lasciandosi andare reciprocamente alla ricerca di nuove strade. E' il caso di Valentino e Luxottica, due tra i più noti marchi della moda italiana e internazionale, che dopo cinque anni di collaborazione fitta e innovativa hanno optato per la separazione. Da una parte la maison romana che punta ad avere una produzione quasi esclusiva dei propri occhiali, dall'altra l'azienda bellunese leader mondiale nella creazione di montature che con il corposo portafoglio brand che possiede non se l'è sentita di togliere energie e risorse agli altri clienti. Di ieri l'annuncio, senza tensioni, di risoluzione dell'accordo di licenza.


LE COLLABORAZIONI BELLUNESI

Era gennaio 2017 quando Luxottica e Valentino firmarono un accordo quinquennale relativo alla produzione di occhiali che avrebbe dovuto riprodurre il classico stile elegante, simboleggiato dal colore rosso e dalla V maiuscola, creato dallo stilista Valentino Garavani. Prima dell'azienda del cavalier Leonardo Del Vecchio, a dar vita agli occhiali della casa sartoriale furono altre ditte con sede a Belluno. Andando a ritroso: l'americana Marchon con quartier generale in Alpago anticipata in questo ruolo, per tanti anni, da Safilo, sinonimo per eccellenza dell'occhialeria bellunese nata in Cadore sul finire dell'Ottocento. Ma prima ancora, negli anni 90, era stata sempre Luxottica a produrre Valentino. Negli uffici creativi di tutte e tre le aziende il leit motiv è sempre stato lo stesso nel momento dell'ideazione dei prodotti a marchio Valentino: i designer avrebbero dovuto riprodurre nella sinuosità e nei colori della montatura la tipica raffinatezza made in Italy dello stilista lombardo conosciuta ovunque nel panorama internazionale in termini di abiti di alta moda per uomo e donna, accessori, profumi e pret-a-porter. La Maison Valentino, fondata nel 1960 e con sede a Roma, nel 2016 ha registrato un nuovo inizio, sotto la direzione creativa di Pierpaolo Piccioli. «Con i nostri prodotti - viene spiegato dai vertici di Valentino - vogliamo esprimere un punto di vista sul mondo contemporaneo utilizzando la storia come un parco giochi e l'atelier come luogo che produce insieme bellezza e sapere. Creiamo nuovi valori, attuali e fedeli alla nostra eredità: grazia e delicatezza, sia come atteggiamento che come silhouette. Una celebrazione dell'individualità e dell'unicità».


VALUTAZIONI DIVERSE

Proprio il perseguire questa individualità e unicità pare abbia portato Valentino a chiedere a Luxottica sempre più tempo e attenzioni, volendo per sè una produzione cucita addosso allo stremo. Uno specifico percorso valoriale sul brand che probabilmente nella sede di Agordo la dirigenza non ha accolto per non rischiare di trascurare, al contempo, gli altri clienti. Sì perché il portafoglio marchi di Luxottica è ampio e corposo e ben bilanciato tra quelli di proprietà (tra cui Ray-Ban, Oakley, Costa, Vogue Eyewear, Persol, Oliver Peoples e Alain Mikli) e quelli in licenza, come Giorgio Armani, Burberry, Bulgari, Chanel, Dolce&Gabbana, Ferrari, Michael Kors, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co. e Versace. Per non parlare degli oltre 9mila negozi in tutto il mondo da gestire. «Luxottica Group e Maison Valentino - recita il comunicato stampa diffuso ieri - annunciano la risoluzione al 30 giugno 2022 dell'accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di collezioni di occhiali da sole e da vista a marchio Valentino, operativo da gennaio 2017. Continueremo a lavorare per valorizzare la partnership fino al termine dell'accordo, consolidando cinque anni di successi e soddisfazioni, entusiasmo e passione, che hanno dato vita a collezioni innovative».

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