Lupi in Cadore, è allarme sicurezza: «Strage di pecore, e ora attaccano gli animali domestici. E' pericoloso perfino portare a spasso il cane»

Sabato 19 Novembre 2022 di Giuditta Bolzonello
Lupi in Cadore, è allarme sicurezza - Foto di Marcel Langthim da Pixabay
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PIEVE DI CADORE (BELLUNO) - Federica e Nicola conducono da quasi vent'anni un'azienda agricola, e gestiscono l'agriturismo nel quale propongono i prodotti del loro lavoro, veramente a chilometri zero se non meno. Sono a Pozzale, la frazione più in quota di Pieve di Cadore; un vero paradiso, il traffico è lontano, è tutto natura incontaminata incorniciata dalle Dolomiti dipinte da Tiziano ma, da qualche tempo però devono fare i conti con il ritorno del grande predatore: il lupo e la cosa li preoccupa non poco. Una presenza che sta diventando anche pericolosa. È Francesca che racconta: «Le autorità non ne parlano ma la presenza del lupo nel nostro territorio è aumentata, ci sono numeri impressionanti; in Centro Cadore ci sono cinque branchi con tanti nuovi nati che daranno vita ad altri gruppi. Vediamo quotidianamente le conseguenze anche per i nostri animali. Sui pascoli alti quest'estate sono sparite 26 pecore, certo ce le risarciranno ma alla nostra azienda mancano e per ricostruire il gregge ci vuole tempo e lavoro».

Lupi nel bellunese, gli attacchi


Il lupo fa il suo ma bisogna controllarne la crescita, non c'è altro modo se si vuole mantenere viva la montagna ed è anche una questione di sicurezza. «È un grosso problema -prosegue Francesca- se continua così ci costringeranno a lasciare la montagna ma se abbandoniamo i pascoli sarà la fine. Vorrei che la situazione venisse affrontata anche tenendo in considerazione quello che noi vediamo e viviamo quotidianamente, che si valuti il problema anche dalla nostra ottica perché».

Per quanto mi riguarda, è pericoloso anche solo passeggiare con il proprio cane nel bosco

È per quanto accaduto in Agordino che oggi si sente di scoraggiare chiunque a portare a spasso il proprio cane lontano da casa, per non parlare dei boschi anche se, da quanto hanno ripreso la notte del 15 novembre le videotrappole nella zona di Vodo, con l'oscurità i lupi si avvicinano anche alle abitazioni, e il buio in questa stagione arriva presto. Fra gli addetti del settore è un continuo scambio di notizie e immagini, ma vorrebbero sentirsi più considerati dalle autorità.

Non divulgano i numeri reali del fenomeno

«Nel nostro alpeggio, a 1600 metri, dove portiamo gli animali, siamo sempre in allerta perché le reti antilupo servono a poco. Nessuno ci informa, ci sentiamo soli, a chi ci dice che saremo risarciti rispondo che non è una questione di soldi». Perché dopo averli fatti nascere, allattati con il biberon e fatti crescere, non vedere più vitelli e agnelli pascolare è un colpo al cuore: «Li sentiamo nostri, li chiamiamo per nome, loro ci riconoscono, siamo una grande famiglia che quando perde un componente soffre» assicura Francesca. Il timore è anche per le vacche da latte: qualcuna è con loro da più di 10 anni perché quello di Pozzale non è un allevamento intensivo. Lì si prendono cura degli animali, li fanno vivere bene e vorrebbero poterli proteggere anche dai lupi.


Lupo, specie protetta


Fare agricoltura in montagna è già difficile, in questo periodo poi non riescono a trovare collaboratori sia per la stalla che per il ristorate e veder vanificato il proprio impegno per le razzie dei lupi è doloroso e dannoso. Con l'avvicinarsi dell'inverno i timori aumentano perché la neve porterà i branchi a quote più basse, vicini a case e stalle, non c'è da stare tranquilli per chi ha animali. Il lupo, si sa, è una specie protetta: «Vero - risponde Francesca -, ma ritengo che vadano rivisti i numeri della protezione. Gli assalti predatori sono continui, con vere stragi di animali selvatici e domestici, e loro aumentano: sono state già individuate cucciolate numerose nei pressi del rifugio Antelao, al Pian dei Buoi e in altre località del Cadore».

Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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