Scomparsa in India, l'investigatore: «Non cercatela, Katia è morta»

Domenica 11 Dicembre 2016 di Olivia Bonetti
Scomparsa in India, l'investigatore: «Non cercatela, Katia è morta»
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ARSIE' - «Katia è stata uccisa a Rishikesh, non cercatela più: è pericoloso». Djkumar Singh, l'investigatore indiano di Nuova Delhi, ha le idee chiare: Katia Mores, la 54enne originaria di Arsié sparita nel 2013 in India, è morta ammazzata nella città di Rishikesh.
Katia, che abitava a Padova nell'appartamento di via Bramante 2A, era andata in quel luogo di meditazione in un pellegrinaggio accompagnata dal fidanzato tibetano Timba Wangtun detto Baba. Anche lui è sparito: aveva un negozio a Puttaparthi, dove alloggiava Katia, ma non è più tornato. L'investigatore dice che ora lavora in un'agenzia di viaggi con i fratelli e ripete, come gli ha detto Baba, che da questo caso bisogna starne fuori. «Lasciate perdere questa storia, è pericolosa - dice il detective - mi dispiace per Katia e per la sua famiglia, ho investigato sulla sua storia per più di tre mesi, ma alla fine mi hanno consigliato di lasciar perdere». Alla fine però Djkumar Singh si convince a parlare: «Voglio che i genitori di Katia sappiano quello che le è successo e che lei non c'è più. Voglio che le persone che vengono a visitare l'India sappiano come viaggiare». I genitori di Katia, Giacomo Mores, 82 anni, e la moglie entrambi di Arsiè e ormai in casa di riposo vogliono sapere dove è finita la figlia prima di morire e per questo ne hanno denunciato la scomparsa tramite l'avvocato Roberta Resenterra. «Katia è morta a Rishikesh - risponde il detective -, forse per rapina. Lì c'è una gang di ragazzi che aggredisce donne sole».
Anche l'amico di sempre di Katia, Renato Ciammaruconi che vive a Puttaparthi in India, pensa che sia stata uccisa. «Katia è arrivata qui a Puttaparthi il 26 Febbraio 2013 - spiega Renato - ha preso una stanza al residence Sai Gouri, ma non ci sono le prove: qui in India quando uno straniero arriva e va ad alloggiare in un locale che non sia albergo o ashram (luogo di meditazione) deve compilare il modello Form C, ma del suo non c'è traccia». Poi la coincidenza: al Sai Gouri qualche anno dopo è stata uccisa una donna australiana e si scoprì che era stato il portiere con due complici. 
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