Appalti Milano-Cortina, l'ex ad della Fondazione Vicenzo Novari sotto interrogatorio per più di sette ore in Procura

Il dirigente, indagato e perquisito, deve difendersi dalle accuse di corruzione e turbativa d'asta sull'affidamento, tra il 2020 e il 2021

Martedì 28 Maggio 2024
Appalti Milano-Cortina, l'ex ad della Fondazione Vicenzo Novari sotto interrogatorio per più di sette ore in Procura

È ancora sotto interrogatorio da circa sette ore in Procura a Milano l'ex ad della Fondazione Milano-Cortina 2026, Vicenzo Novari: da quanto si è saputo, sta rispondendo alle domande e si sta difendendo dalle accuse di corruzione e turbativa d'asta sull'affidamento, tra il 2020 e il 2021, degli appalti per i servizi digitali.

L'ex ad è stato infatti indagato e perquisito la scorsa settimana.

In uno degli uffici al sesto piano del Palazzo di Giustizia Novari viene ascoltato dai pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis, coordinati nell'inchiesta dall'aggiunto Tiziana Siciliano. L'interrogatorio è iniziato verso le 14.30 ed è ancora in corso e potrebbe durare fino alla tarda serata. Giovedì scorso l'interrogatorio, dopo l'invito a comparire dei pm, era stato rinviato ad altra data e ieri, dopo un faccia a faccia in Procura tra i legali Nerio Diodà e Elena Vedani e i pm, è stato fissato per oggi pomeriggio. Nell'inchiesta sono indagati anche l'ex dirigente della Fondazione Massimilano Zuco e l'imprenditore Luca Tomassini di Vetrya e Quybit, le due società che vinsero gli affidamenti da quasi 1,9 milioni di euro.

Zuco, per l'accusa, sarebbe stato nominato da Novari su input di Tomassini. Intanto, si indaga anche per abuso d'ufficio per le assunzioni, anche nel periodo di Novari tra il 2019 e il 2022, di persone a lui legate, o legate al mondo della politica e dello sport. Accertamenti sono in corso pure su altri affidamenti sospetti e sui rapporti contrattuali tra Fondazione e Deloitte (le società non sono indagate). I vari filoni dell'indagine sarebbero stati affrontati, almeno in parte, da Novari a verbale in queste ore. Novari che, assistito dai legali Diodà e Vedani, respinge l'accusa di aver incassato soldi o utilità o la promessa di denaro (soldi o utilità allo stato non indicati per lui nello specifico nel capo di imputazione delle perquisizioni) per favorire gli affidamenti degli appalti.

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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