Il mercato perde pezzi e si svuota: le piazzole sono deserte

Domenica 11 Febbraio 2018 di Alessia Trentin
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BELLUNO - Le piazzole vuote non si contano più. Chi resta ha salutato mesi fa i colleghi di anni e anni di sabati mattina trascorsi all'aperto, d'estate come d'inverno, e tiene duro con la speranza di una svolta. L'amministrazione Massaro ha le mani legate dalla direttiva Bolkestein e non può muovere un dito nella direzione del cambiamento, ma gli ambulanti del centro storico chiedono attenzione. Negli ultimi tempi solo in piazza Piloni sono una quindicina i commercianti che hanno rinunciato alla piazzola e abbandonato il campo perché, ormai, non si guadagna più. Hanno rinunciato al posto al sole nel centro storico del capoluogo o hanno cessato l'attività e non hanno trovato nessuno a cui vendere la concessione.

Il piazzale è una scacchiera dove si alternano spazi occupati a spazi, tanti, vuoti lasciati da chi ha gettato la spugna; così è anche per piazza Castello e piazza Duomo. Non ci sono al momento soluzioni percorribili perché la direttiva Bolkestein ha rinviato la scadenza delle concessioni al 2020, ma il malcontento dei commercianti non segue la burocrazia. «A noi non ci ascolta nessuno borbottava ieri, riponendo pacchi di pantaloni in pile in sacchi di plastica da riporre poi nel furgone, Luca di Treviso -. Io occupo questo posto da due anni ma frequento il mercato di Belluno da dieci. La situazione è peggiorata negli ultimi 3-4 anni. La gente spende nel cibo, nei vestiti sempre meno e la planimetria del mercato non aiuta». Una volta le licenze venivano acquistate dai cinesi che prendevano il posto dei commercianti italiani assicurando il ricambio nel mercato. Oggi anche loro mollano la presa...
 
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