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Il Franceschi spegne cento candeline: un secolo di ospitalità a Cortina

Giovedì 22 Settembre 2022 di Marco Dibona
L'hotel Franceschi di Cortina

CORTINA - «La famiglia Franceschi ha sempre investito nella struttura, nell’albergo aperto cent’anni fa, così da continuare ad essere sul mercato, punto di riferimento. Auguro loro ogni successo, ma non ho alcun dubbio: lo raggiungeranno, visto quello che hanno fatto sinora». Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina d’Ampezzo, ha portato il saluto istituzionale alla festa per i cent’anni dell’hotel Franceschi, una delle case storiche del paese, ancora in mano alla famiglia che lo realizzò, un secolo fa. 

L’EMOZIONE

Ernesto Franceschi, visibilmente commosso, ha tratteggiato la storia del suo albergo, ha ricordato la nonna che lo volle, il padre, la sorella. «La fedeltà dei clienti è la nostra più grande soddisfazione e qui abbiamo consegnato oltre cinquanta riconoscimenti, ai clienti più affezionati. Una menzione va fatta ai dipendenti, anche loro colonna portante della nostra struttura; la nostra caposala è con noi da 56 stagioni», ha ricordato il titolare dell’albergo. Il figlio Andrea, sindaco d’Ampezzo dal 2007 al 2016, ha sottolineato: «Noi abbiamo vissuto un tutt’uno, fra azienda e famiglia. I valori che i nostri genitori ci hanno insegnato, a me e a mio fratello Matteo, li abbiamo vissuti in casa, sin da piccoli: risparmio, pulizia, cura e decoro, rispetto dei collaboratori, attenzione per l’ospite. Ai miei genitori auguro di riuscire a cogliere i cambiamenti e adattare l’azienda, di portare avanti quegli stessi valori che hanno animato la nostra famiglia per cent’anni. Io e mio fratello ringraziamo mamma e papà per il loro esempio quotidiano, quello che entra nel bagaglio delle persone». 

L’ABBRACCIO

La festa è proseguita a lungo, con tanta musica, una componente immancabile nella vita della famiglia Franceschi, con tanti amici del paese, che hanno voluto abbracciare forte una famiglia che rappresenta la vita stessa della comunità ampezzana. L’albergo Franceschi nasce nel 1922 per iniziativa di Luigia Piazzi, nonna di Ernesto Franceschi. Nata in Svizzera, di famiglia originaria della Val di Fiemme, è vedova di Angelo Franceschi, morto di febbre spagnola, contratta in guerra. Ha quattro figli da allevare e decide di aprire una pensione, con 17 letti. Ci sono successivi ampliamenti nel 1929, nel 1937, con la costruzione di altre camere, poi un rifacimento dopo l’incendio del Capodanno 1939. Con il 1941, l’anno dei Mondiali di sci alpino, la pensione diventa albergo, con 52 letti e servizi moderni. Passa un altra guerra mondiale, i soldati inglesi subentrano a quelli tedeschi, si avvicinano i VII Giochi olimpiaci invernali Cortina 1956: l’hotel Franceschi accoglie la squadra germanica, festeggia la slalomista Ossi Reichert, con la sua medaglia d’oro nel gigante. Silvestro affianca e poi sostituisce la mamma Luigia. I lavori non finiscono mai e la famiglia Franceschi si impegna per continui ampliamenti e ammodernamenti, negli anni Sessanta e Settanta.

LA SVOLTA

Nel 1984 c’è la svolta, quando viene finalmente approvato un progetto che giaceva da tempo negli uffici: si amplia ancora la struttura, sorge la seconda torretta, si concretizza un vecchio sogno che si trascinava dal 1938. Silvestro e il figlio Ernesto tagliano assieme il nastro, nel 1988, dopo lunghi lavori. Chi transita davanti al Franceschi trova quasi sempre cantieri, anche negli anni Novanta e poi con il Duemila, con il rifacimento della parte centrale, sedici bagni e sedici stanze in un anno, con una nuova cucina e tanti servizi per gli ospiti, sempre più esigenti. Nel 2010 la Provincia di Belluno assegna il Premio Qualità. I clienti si affezionano, ritornano ogni anno a lungo, e le consegne degli Scoiattoli per la fedeltà si susseguono. E tanti verranno ancora, gli anni a venire. 

Ultimo aggiornamento: 17:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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