Green pass, il sindaco: «Non permetterò che si chieda ai dipendenti se sono vaccinati»

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Federica Fant
Il municipio di Limana
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LIMANA - Anche in Comune di Limana da domani potrebbero mancare alcuni dipendenti: qualcuno per sciopero, qualcun altro perchè non ha il certificato in cui si attesta che si è vaccinati contro il Covid, o si è guariti dalla malattia oppure sia abbia effettuato un tampone, peraltro introvabili in questi giorni con le farmacie prese letteralmente d’assalto. 
«Sono preoccupata per la carenza di personale, che sicuramente si potrebbe acuire con le assenze a causa della mancanza di green pass», interviene il sindaco Milena De Zanet che non manca però di sottolineare come sotto la sua amministrazione regni sovrana e indiscutibile, prima di tutto, la libertà del singolo, anche in tema di vaccinazione che, peraltro, non è apertamente obbligatoria ma di fatto le misure del Governo vanno nella direzione di “convincere” tutti a vaccinarsi.


«Chiedere se si è o non si è vaccinati non è opportuno. Esiste la sfera privata di ognuno di noi, che è sacra - afferma la De Zanet -. Da sindaco pretendo che non lo si faccia con me e pretendo, anzi, non esiste che un caposervizio chieda ai dipendenti del Comune se sono o non sono vaccinati. Sottoporsi all’inoculazione Covid non è obbligatorio, io come sindaco faccio rispettare la legge. Non nascondo il timore per il fabbisogno di personale in Comune, che è già poco e l’introduzione del green pass non semplifica le cose». Una cosa va detta: nessun servizio essenziale è a rischio, quindi l’utenza non rimarrà senza risposte dal pubblico. 


«Domani vedremo quale sarà la situazione, perché attualmente non ho il polso della situazione. Ribadisco che ho il massimo rispetto per la scelta di ciascuno. Lo permette la legge e io, da sindaco, sono tenuta a far rispettare la legge. Per la casa di riposo il problema non si pone perché tutti gli operatori e il personale sono vaccinati, per quanto concerne l’organico che dipende dall’azienda sanitaria sarà l’Uls stessa a agire di conseguenza».


Venerdì bisognerà registrare quale sarà la situazione «tanto più che si fatica ad accedere con celerità ai Covid point per sottoporsi al tampone», tampone che diventerà obbligatorio ogni 48 ore per chi non si è vaccinato, per cui chi ha già prenotato in anticipo non avrà problemi. Ma non tutti hanno trovato spazio. Se, quindi, nel settore privato il dibattito va nella direzione di chi pretenderebbe i tamponi dai datori di lavoro e chi invece ritiene di doversi arrangiare con apposite prenotazioni e assumendosi le spese e i tempi per espletare il test rapido, nel settore pubblico le cose andrebbero diversamente. C’è molta attesa, quindi, per capire cosa capiterà venerdì. 
 

 

Ultimo aggiornamento: 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA