Milano-Cortina, parte il rush finale. Giorgetti scherza: «Temo solo gli Abba»

Milano-Cortina, parte il rush finale. Giorgetti scherza: «Temo solo gli Abba»
C'è anche chi ha cambiato intenzione di voto più volte nell'arco degli ultimi giorni fra gli 82 delegati del Cio che lunedì a Losanna assegneranno i Giochi invernali 2026 a Milano-Cortina o a Stoccolma-Aare. Anche nelle 48 ore residue sarà quindi fitto il lavoro di persuasione della delegazione italiana guidata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, e verrà curata in ogni dettaglio la doppia presentazione da esporre davanti alla sessione del Comitato olimpico: mezz'ora più tecnica al mattino e mezz'ora a carattere più emozionale al pomeriggio, poco prima del voto, quando ci sarà spazio per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per la lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nonché per qualche sorpresa, su cui c'è massimo riserbo. «È una guerra all'ultimo voto», sussurrano nella delegazione italiana.
«Stiamo lavorando, abbiate pazienza e fiducia», le poche parole di Malagò, concentrato sul lavoro diplomatico (soprattutto assieme a veterani del mondo olimpico come Franco Ferraro, Ivo Ferriani e Mario Pescante), e ribattezzato 'cacciatore di votì dal governatore del Veneto, Luca Zaia. «Se prevalgono logica e tecnica vinciamo noi, se prevale il fatto che loro non hanno avuto i Giochi sette volte... - ha sorriso Carraro - È anche vero che se uno fa un esame tante volte e non lo passa mai magari vuol dire qualcosa».

Il sottosegretario allo Sport, Giancarlo Giorgetti, che lunedì interverrà nella presentazione tecnica affronta l'attesa con buon umore. «Avevo paura degli Abba, se li portano abbiamo perso», ha scherzato canticchiando 'Dancing Queen', celebre successo della band svedese: «Se noi avessimo portato Albano e Romina Power avremmo 20 voti sicuri...». Stoccolma-Aare sarà invece sostenuta dalla principessa ereditaria Vittoria, «una persona stupenda, la più popolare nel nostro Paese», ha sorriso Richard Brisius, a capo della candidatura scandinava che mesi fa si è affidata anche a una società di lobbisti per conquistare il successo dopo sette candidature olimpiche bocciate. La principessa proverà a calamitare i voti delle teste coronate, intanto ha perso quello molto probabile della campionessa olimpica canadese di hockey su ghiaccio Hayley Wickenheiser, che non parteciperà alla sessione. I votanti scendono quindi a 82 ma il quorum resta a 42, e in caso di parità a 41 si rivoterà a oltranza nel salone dello Swiss Tech Convention Centre, dove la delegazione italiana nel pomeriggio ha fatto la prima prova della presentazione.

Saranno protagonisti alcuni atleti olimpici e paralimpici, fra cui Sofia Goggia e Arianna Fontana, si dice anche Alberto Tomba. La scaletta prevede degli interventi a coppie, fra cui uno di Malagò con il presidente del comitato paralimpico, Luca Pancalli, e quello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, con Zaia. «Studieremo giorno e notte fino a lunedì, con grande senso di responsabilità», ha assicurato il governatore veneto, auspicando che «la politica resti fuori dalla partita» e prevalga il dossier. «Il nostro appare decisamente migliore», ha sottolineato Sala, che punterà sull'esperienza di Expo. Con loro anche il sindaco di Cortina, Giampiero Ghedina e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana che vive l'avvicinamento del voto con «prudenza e moderato ottimismo».
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Sabato 22 Giugno 2019, 21:00






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