Associazione Comelico Nuovo, residenti e turisti alleati: mille firme per non chiudere la galleria

Lunedì 16 Maggio 2022 di Yvonne Toscani
La galleria del Comelico: è battaglia sulla chiusura
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SANTO STEFANO - Vola la petizione online lanciata, nel tardo pomeriggio di sabato, dall’Associazione Comelico Nuovo, contro la chiusura della galleria tra Tarlisse e Ponte della Lasta. A prescindere se lo stop sia totale o a fasce alterne. In ventiquattro ore sono state raccolte oltre mille firme, con la barra di avanzamento che viene costantemente aggiornata in tempo reale. E dall’altra sera è una valanga di condivisioni sui social, soprattutto Facebook e WhatsApp: tutti rinvii a gruppi ed amici, con la richiesta di partecipare alla sottoscrizione. A firmare sono molti residenti. Ma non soltanto loro. Turisti, amici e conoscenti che amano il comprensorio comeliano stanno cliccando sul rettangolo rosso. Spesso lasciano anche un messaggio, esprimendo il dissenso per la scelta effettuata da Anas, che, come noto, entro giugno consegnerà gli ingenti lavori all’interno del tunnel alla ditta, che in autunno aprirà materialmente il cantiere.

LA BATTAGLIA
«La chiusura della galleria Comelico arrecherà danni irreparabili e “mortali” al modello sociale ed economico dei 6884 attuali residenti, generando una crisi tale da pregiudicare ogni futuro – ha scritto il presidente di Acn, Francesco De Bettin, avviando la raccolta di firme –. Aiutateci e sosteneteci nella battaglia pacifica e democratica che faremo per impedire la chiusura della galleria Comelico per lavori di manutenzione fino a che non sarà garantita una via di accesso ed uscita alternativa, sicura e senza soluzione di continuità temporale e fisica». E la via alternativa, come sottolineato più volte dagli amministratori comeliani, con in testa il presidente dell’Unione montana, Giancarlo Ianese, dal presidente del Comitato Galleria Comelico Bis, Alfredo Comis, da tutte le realtà socioeconomiche bellunesi e da Acn, non può essere considerato il passo “d Sant Antone”, con i suoi tornanti, la sua stretta carreggiata e i difficilissimi mesi invernali. 

«FIRMATE TUTTI»
«Comitati ed associazioni civili, parti sociali, organizzazioni di categoria ed amministrazioni locali – ricorda Francesco De Bettin – si sono tutte già schierate sulla richiesta di non chiusura. Chiediamo una firma per garantire ai 6884 residenti della Val Comelico il diritto a permanere nella loro valle, il diritto alla salute, alla vita, alla scuola ed in generale alle pari opportunità. Dopo anni di manutenzioni alla galleria (a questo punto inutili e che hanno solo causato danni e disagi), Anas ha deciso interventi di manutenzione radicali al tunnel esistente, prevedendo una sua chiusura totale per 545 giorni o una sua chiusura parziale, con fruizione a senso unico alternato solo diurno, per 745 giorni. La posizione geografica della Val Comelico ed il suo clima, oltre che la garanzia del diritto alla salute, alla vita ed alla sicurezza degli abitanti della valle, rendono non credibile e non praticabile la fruizione diurna della galleria a senso unico alternato». 

I TIMORI
Ad alzare il livello di preoccupazione è stato anche l’incidente avvenuto l’altro ieri, all’interno della galleria Cave, lungo la A27, quando uno scuolabus ha preso fuoco. «Cosa succederebbe nella galleria Comelico qualora accadesse una cosa simile in presenza del fantasioso quanto pericolosissimo senso unico alternato diurno durante i lavori di manutenzione? – chiede De Bettin –. La carreggiata disponibile sarebbe larga forse tre metri; e se lo scuolabus che va a fuoco fosse posto tra due camion fermi, come lo spengono? I bambini dove scappano? Perché nessuno spiega come funzionerà? La galleria non si può chiudere». Del resto gli incidenti, purtroppo, non sono infrequenti, tra guasti meccanici dei mezzi, forature di pneumatici, perdita del carico, fermate impreviste ed improvvise, collisioni, incendi.
 

Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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