Galleria chiusa in Comelico, sindaci contrari: «Serve un secondo tunnel»

Mercoledì 8 Dicembre 2021 di Lucio Eicher Clere - Yvonne Toscani
Nuovo cantiere nella galleria
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BELLUNO - Il Comelico rigetta l’aut aut di Anas. Ai cinque sindaci, chiamati alla non facile decisione, per di più in poche settimane, sulla viabilità dei prossimi anni, non piace, infatti, né la chiusura totale di 535 giorni né quella a fasce orarie per 745. Entrambe vengono considerate inaccettabili e insostenibili per le attività socioeconomiche, scolastiche e sanitarie. È questa la linea oltre la quale il territorio non intende retrocedere nella partita con l’Anas e che è stata delineata nella Conferenza dei sindaci tenutasi ieri sera, in via d’urgenza, alla presenza dei primi cittadini, incluso il collega di Sappada, Manuel Piller Hoffer, e delle giunte.


L’APPROFONDIMENTO
I sindaci, in accordo con l’Unione montana, procederanno ad un approfondimento tecnico per individuare soluzioni alternative, con la realizzazione di una seconda canna, da sottoporre all’Anas e alle altre autorità competenti. Nei prossimi giorni verrà convocato un nuovo incontro con la partecipazione delle associazioni di categoria e dei rappresentanti politici. Un’alternativa, già proposta mezzo secolo fa, si chiama Auronzo-Campitello, con sbocco nei pressi del ponte per Danta e tale da eliminare una volta per sempre la necessità di transitare lungo la “strada dla val”, nella versione pre e post apertura della galleria Comelico, da sempre insidiosa. Tra i sindaci del Comelico scesi a Roma, nel 1978, per prendere visione del costruendo tunnel, richiesto da anni, c’era anche l’allora sindaco di San Nicolò, sempre Giancarlo Ianese.


L’IPOTESI IANESE
«Io ed il sindaco di Danta – racconta il presidente dell’Unione montana comeliana – eravamo favorevoli al tracciato che partisse dall’inizio del paese di Auronzo e sbucasse a Campitello. Era una delle due soluzioni studiate, ma prevalse quella sostenuta dal sindaco di Santo Stefano, Dino Bressan, e dal progettista ingegner Pietro Vecellio. L’altra soluzione sarebbe stata di un chilometro più corta e sarebbe sbucata nel cuore del Comelico e non nella zona precaria di Coltrondo a circa due chilometri da Santo Stefano». Ianese è molto preoccupato dalla previsione di chiusura della galleria prospettata dall’Anas per gli interventi strutturali sulla volta. «Come dire – commenta – scegli tu di quale morte vuoi morire. La gente del Comelico non può subire questo insostenibile programma di lavori». Per il presidente, che da quindici anni predica la pericolosità del traforo esistente, come per i tanti tecnici e operai che in questi anni sono intervenuti a rattoppare i pezzi di volta cadenti, la scelta definitiva non può essere quella di risistemare l’attuale galleria, ma di costruirne una nuova. «La volta di cemento – dice – è talmente ammalorata, che qualsiasi intervento rischia di essere inutile per la sua stabilità. Le opere programmate non garantiscono la sicurezza di questo tunnel. Meglio investire i milioni stanziati nella realizzazione di un’altra galleria». Ecco allora che riemerge l’alternativa di decenni fa: il tunnel da Auronzo a Campitello. «Mi batterò perché questa proposta venga presa in considerazione e valutata nella sua fattibilità – continua Ianese – perché sarebbe una soluzione realizzabile in tempi minori rispetto alla seconda canna, che molti suggeriscono a fianco di quella attuale. E questa nuova galleria supererebbe anche la necessità di forare un tunnel sotto Coltrondo, per il quale erano stati stanziati 45 milioni di euro. Lo sbocco della galleria Auronzo-Campitello sarebbe più vicina a Santo Stefano di quella attuale e baricentrica rispetto a Comelico Superiore. Presenterò questa alternativa anche alle categorie sociali della vallata. Dobbiamo trovare una linea unitaria e presentarci davanti all’Anas, ai decisori politici, con la forza di una popolazione montanara che non vuole essere rinchiusa in una riserva, per far valere la propria dignità e le sue legittime aspirazioni ad ottenere una soluzione pratica e definitiva al continuo stillicidio di comunicazioni di chiusura dell’unico accesso pianeggiante alla valle».

 

Ultimo aggiornamento: 08:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA