Galleria del Comelico pericolosa, chiude per quasi due anni. Ma i sindaci sono sul piede di guerra

Domenica 5 Dicembre 2021 di Davide Piol
Lavori all'interno della galleria Comelico. Ora dovrà restare chiusa a lungo
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BELLUNO - Chiude la galleria Comelico in provincia di Belluno. Che significa? Significa, ad esempio, che chi ha una casa delle vacanze da quelle parti dovrà fare un giro dell’oca per raggiungerla. E le ferie estive, così come quelle invernali, potrebbero essere a rischio. Si tratta infatti della galleria che risulta fondamentale per chi esce dall’A27 e vuole raggiungere il Comelico, Sappada o la Pusteria. Anas ha previsto interventi urgenti del valore di 65 milioni di euro. Ed è per questo motivo che il prefetto di Belluno, Mariano Savastano, ha lanciato un aut-aut ai sindaci del Comelico. La scelta è tra chiudere la galleria giorno e notte per un anno e mezzo (potranno passare solo mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine) o chiuderla in modo parziale, a fasce orarie, con un notevole allungamento dei lavori che potrebbero protrarsi per quasi tre anni. L’intervento dovrebbe partire ad aprile 2022 ma i sindaci hanno tempo fino al 20 dicembre di quest’anno per rispondere al prefetto e c’è già chi dice “no”. 

LE REAZIONI
«Non darò mai il consenso alla chiusura – spiega il presidente della Comunità montana del Comelico, nonché sindaco di San Nicolò, Giancarlo Ianese –. L’alternativa è realizzare un intervento essenziale per mettere in sicurezza, a un livello minimo accettabile, la galleria esistente, procedendo contemporaneamente con l’iter tecnico per la realizzazione del secondo tunnel parallelo, destinato a sostituire l’attuale». Questa ipotesi non è mai stata valutata, per una questione di tempistica, dalla società nazionale competente della strada statale “52 Carnica”, lungo il cui asse, tra i territori comunali di Auronzo e Santo Stefano, sono collocati i quattro chilometri della galleria Comelico. Insomma, per Ianese la chiusura totale della galleria, così come proposta da Anas, è irricevibile. 

LE DIFFICOLTÀ
Lo stop a 360 gradi, 24 ore su 24, darebbe il colpo di grazia a un territorio che sta cercando, con estrema fatica, di risollevarsi dalla pandemia. Una soluzione però va trovata perché la galleria è diventata «pericolosa». Ci sono numerose infiltrazioni d’acqua, allagamenti e in alcuni punti si sta sbriciolando. «Gli interventi non sono più procrastinabili – ha sottolineato Anas –. Consisteranno nel completo rifacimento della galleria mediante consolidamento della volta, realizzazione di un nuovo rivestimento definitivo e dell’arco rovescio al di sotto del piano viabile, implementazione di un nuovo sistema di drenaggio delle acque sotterranee e di piattaforma, oltre al rifacimento della segnaletica». 

I MIGLIORAMENTI
Inoltre saranno realizzati ex novo gli impianti di ventilazione, videosorveglianza, illuminazione, antincendio e sos. Ciò che si rischia è anche l’isolamento della valle a sud. Nel caso in cui la galleria Comelico venisse chiusa, l’unica soluzione per chi arriva da Belluno, ma anche da Treviso o da Venezia, sarebbe quella di proseguire per Auronzo di Cadore e poi avventurarsi per il passo Sant’Antonio che, d’inverno, potrebbe rischiare la chiusura a causa del maltempo. Ci sarebbe un’alternativa, ossia la strada vecchia che collegava il Cadore al Comelico, ma è ormai dismessa e sarebbe necessario sistemarla. «I lavori in galleria sono necessari – ha chiarito il sindaco di Santo Stefano Oscar Meneghetti – ma sono più di 10 anni che la situazione è nota. Gli interventi che sono stati fatti? Tutti palliativi. Un lavoro del genere doveva esser fatto prima, solo che mancavano i soldi». 

(ha collaborato Yvonne Toscani)
 

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