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Rubate le bandiere dell'Adunata, gli alpini: «Lo hanno fatto per colpirci»

Martedì 21 Giugno 2022 di Alessia Trentin
Furto di bandiere, vittima l'associazione alpini che aveva agghindato la città in occasione del raduno della Cadore
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BELLUNO - È successo ancora e poi ancora. Il tricolore a qualcuno, in città, sembra proprio dar fastidio. Il furto della bandiera issata da anni davanti alla boutique Daniela di Piazza delle Erbe nella notte tra sabato 11 e domenica 12 giugno è stata solo la premessa di un raid che è continuato sabato scorso. Mentre allo Spes Arena suonava la fanfara e cantava il coro delle penne nere, sul Ponte degli Alpini ignoti entravano in azione e strappavano le bandiere. «Per ora non sporgeremo denuncia – dichiara amareggiato il presidente della sezione di Belluno, Lino De Pra -, non vogliamo dare spazio e importanza a queste persone. In futuro valuteremo eventuali iniziative diverse». 

L’ATTENZIONE
Le precauzioni erano state prese tutte. Ponderate per bene, dopo quel quinto raduno della Brigata Cadore macchiato dal furto di parecchie bandiere nel 2017; questa volta la sezione aveva messo le mani avanti. Si era cercato di agire di astuzia, rendendo il raid difficile sul ponte degli Alpini e per nulla proficuo in centro storico. Da una parte i tricolori erano stati posizionati solo sabato pomeriggio, tra le vie del centro città si era addirittura preferito optare per la versione in carta, qualche euro di stampa e poco danno in caso di danneggiamenti. Ma danni e danneggiamenti ci sono stati lo stesso, anche se domenica tutto sembrava perfetto. Gli alpini avrebbero voluto allestire il ponte già all’inizio della settimana, l’aria di festa diffusa dagli addobbi, si sa, contribuisce a far salire l’attesa dell’evento, crea quel clima da sabato del villaggio che fa sentire tutti uniti e favorisce la voglia di partecipazione. Ma prudenza suggeriva di aspettare e così è stato. «Noi, chiaramente, ci saremmo sentiti in dovere di sistemare le bandiere sul ponte già in settimana, ma dopo quanto successo nel 2017 abbiamo deciso di aspettare – spiega De Pra -. Abbiamo solo fissato il bandierone grande, quello che scende sotto la struttura, e per gli addobbi lungo i parapetti abbiamo atteso sabato pomeriggio». Si pensava infatti che con la città già piena di gente sarebbero stati più difficili gesti vandalici proprio lì, lungo un attraversamento di grande passaggio. Invece. «L’afflusso di persone in città sabato era già parecchio importante, per cui eravamo abbastanza certi non sarebbe successo nulla, questa volta – continua a raccontare il presidente -. Invece sabato sera, quando sono uscito dallo Spes Arena, ho scoperto che lungo il lato sud erano state strappate. Dalla metà del tratto fino al semaforo mancavano tutte, erano state strappate, a terra restavano solo i laccetti con i quali erano state legate alla balaustra. Erano bandiere di stoffa, hanno anche un certo costo». Una ventina in tutto i pezzi rubati, prontamente sostituiti domenica mattina alle 6 perché tutto fosse perfetto in occasione della grande sfilata. 

«INSPIEGABILE»
«Non capisco il motivo del gesto, ipotizzo solo possa essere un modo per colpire il valore del nostro tricolore, posto che queste persone ne conoscano il significato – conclude -. Per ora nessuna denuncia, non vogliamo dare importanza agli autori di quest’azione». Sabato 11 era successo alla bandiera issata con orgoglio da Pippo Costanzo fuori dal suo negozio in piazza Mercato. «Hanno rotto l’asta e l’hanno portata via – spiega -, non era mai accaduto prima. L’ho cercata nei dintorni, perché a volte succede che rompano qualcosa e poi abbandonino a terra l’oggetto, ma sembra proprio l’abbiano portata via. Il giorno dopo ho voluta rimetterla al suo posto, era la domenica delle elezioni a Belluno». Quattro anni a Pieve di Cadore, in occasione del raduno erano state rubate una decina di bandiere e il capogruppo Ana di Pieve, Ezzelino Polzotto, aveva sporto denuncia ai carabinieri.

 

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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