Vittore e Corona, patroni di Feltre: messe per pochi intimi e sagra ancora annullata

Martedì 4 Maggio 2021 di Eleonora Scarton
L'interno della chiesa dedicata ai patroni di Feltre i martiri Vittore e Corone si prepara alle messe di venerdì 14

FELTRE - Dopo un anno di stop, Feltre torna quest’anno a celebrare i suoi santi patroni. L’allentamento delle misure anti Covid infatti permettono venerdì 14 maggio la celebrazione delle messe al santuario di Anzù in onore dei santi martiri Vittore e Corona. Niente da fare invece per la Grande sagra di San Vittore, ancora ferma al palo. 


IL SACRO 
Quest’anno si cerca di tornare pian piano alla normalità. Come spiega il rettore del santuario dei santi martiri Vittore e Corona, don Sergio Dalla Rosa, «quest’anno, a differenza dello scorso, sarà possibile celebrare le messe tradizionali nella solennità dei Santi Martiri, seppur l’ingresso alla chiesa del santuario sarà permesso solo ad una sessantina di fedeli. Non sarà però possibile organizzare i pellegrinaggi a piedi organizzati in gruppo prima delle messe per il pericolo di assembramenti». Come da tradizione le messe saranno celebrate alle 6, 7, 8, 9, 16, 17 e 18.30. Alle 10.30 la messa presieduta dal vescovo monsignor Renato Marangoni con la presenza dei rappresentanti istituzionali e militari. Il 2020 è stato un anno davvero particolare per il luogo sacro. «Nel 2020, causa l’epidemia in corso, non è stato possibile organizzare che qualche raro incontro formativo durante l’estate. Sono mancati completamente i tradizionali appuntamenti con i corsi di graffito o di affresco, come pure i corsi per iconografi e molti appuntamenti musicali e culturali aperti al pubblico. Solo Elena Modena, con pochi collaboratori, è riuscita a registrare in santuario un disco di musica medievale, che presenterà appena possibile. Il santuario è comunque sempre rimasto aperto per la preghiera individuale». Quest’anno il Papa ha indetto un anno straordinario dedicato a San Giuseppe, dalla festa dell’Immacolata 2020 alla festa dell’Immacolata 2021, il rettore del santuario ha deciso di esporre sull’altare di Sant’Antonio, una statua del santo in gesso, di buona fattura, ritrovata in soffitta e restaurata da un volontario. «Da ricerche fatte – spiega don Sergio -, è emerso che si tratta della statua collocata negli anni tra fine Ottocento e inizio Novecento nella cappella feriale, che da allora venne chiamata cappella di San Giuseppe fino a quando, dopo il Concilio Vaticano secondo, venne smantellato l’altare in legno appoggiato alla parete e sostituito con uno in marmo rivolto al popolo. In quell’occasione, la statua finì in soffitta. Alla fine dell’anno di San Giuseppe, probabilmente, la statua tornerà nella cappella su un supporto decoroso». 
IL PROFANO 
E se in cima al Miesna si celebrano gli eventi religiosi, ai piedi tradizionalmente c’è la parte festosa organizzata dall’Unione sportiva San Vittore. «Per ora – spiega il presidente Matteo Corso – non ci sono indicazioni per le sagre e anche quest’anno, a malincuore dobbiamo rinunciare. Se ci saranno le condizioni festeggeremo San Vettoret in autunno». Dipenderà anche dalla gestione della pandemia, attualmente, al campo sportivo di Anzù ha sede l’area tamponi dell’Usl Dolomiti.

 

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