Alimenti, 5 denunce, 3 processi: ex marito sempre assolto, ora infermiera nei guai

Venerdì 27 Novembre 2020 di Davide Piol

FELTRE - Cinque denunce. Tre procedimenti penali. Tre assoluzioni. È un incubo quello che sta vivendo da ormai sei anni un 52enne residente nel Feltrino, V.M. le iniziali, accusato più volte dall'ex moglie di non aver versato l'assegno di mantenimento per i loro due figli. La donna lo ha trascinato nelle aule del Tribunale di Belluno in ben tre occasioni. E lui, difeso dall'avvocato Enrico Rech, ne è sempre uscito pulito.

IL QUADRO Ora la situazione si capovolge perché a finire nei guai potrebbe essere proprio l'ex moglie. Ieri mattina, infatti, il giudice Zantedeschi (nella foto) ha assolto V.M. e poi trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica che valuterà se procedere nei confronti della donna per calunnia. «Non mi ha versato gli alimenti». È l'inizio di quasi tutte le denunce. Lei, G.Z., di 42 anni, ne ha depositate ben cinque contro il suo ex perché, a suo parere, avrebbe violato gli obblighi di assistenza familiare. Secondo l'accusa, in altre parole, l'uomo non avrebbe contribuito economicamente al mantenimento dei figli (ne hanno due, uno di 12 e l'altro di 15 anni). Dopo la separazione, il Tribunale di Belluno aveva stabilito una cifra mensile, pari a 800 euro, che V.M. ha l'obbligo di versare all'ex moglie. Soldi che però, secondo G.Z., non sono mai arrivati o solo in parte. Oltre a questo, l'ex marito deve contribuire al 50% delle spese straordinarie. È dal 2014 che la coppia entra ed esce dal Tribunale di Belluno e la sentenza è sempre lo stessa: assoluzione con formula piena nei confronti dell'uomo. L'hanno pronunciata tre giudici diversi (Berletti nel 2017, Cittolin nel 2019 e ieri mattina, in abbreviato, Zantedeschi). La difesa, avvocato Enrico Rech, ha sostenuto che l'imputato ha sempre versato circa 10mila euro all'anno. «Anzi ha raccontato V.M. ne versava addirittura di più. Perché non sempre arrivavano gli scontrini relativi alle spese straordinarie e lui anticipava».

LE CONTESTAZIONI I fatti contestati nell'ultimo capo d'imputazione sono relativi a maggio 2018. «Non mi è arrivato nulla», ha sostenuto la donna, che lavora come infermiera all'ospedale di Feltre. Ma la difesa ha dimostrato il contrario. V.M. fa l'operaio per una ditta che ha un cantiere a Cortina d'Ampezzo. Si tratta dei lavori sulla viabilità in vista dei Mondiali di sci alpino che si disputeranno fra tre mesi. «Anche quando non riusciva a pagare gli alimenti da solo ha spiegato l'avvocato Enrico Rech Chiedeva un prestito alla sorella e riusciva così a mantenere l'impegno preso». Ieri mattina si è svolto il rito abbreviato che, in caso di condanna, permette lo sconto di un terzo della pena e di metà delle contravvenzioni. L'articolo 570 del Codice penale, che vedeva imputato il 52enne feltrino, punisce chi viola gli obblighi di assistenza familiare. La reclusione può arrivare fino a un anno. Mentre la multa oscilla da 103 a 1.032 euro. Il giudice Zantedeschi l'ha assolto con formula piena. V.M. ha sempre versato gli alimenti e non ha mai trasgredito ai suoi obblighi.

IL TRIS È la terza sentenza che, tramite giudice diversi, ribadisce lo stesso concetto. Viene da chiedersi se la donna continuerà a denunciare ingiustamente l'ex marito. Una risposta parziale è arrivata già ieri. Il giudice Zantedeschi, oltre ad assolvere l'imputato, ha trasmesso gli atti alla Procura della repubblica che potrebbe decidere di indagare la 42enne per calunnia. Ossia per aver incolpato V.M. pur sapendo che era innocente. Si tratta di un reato molto grave che prevede una pena da due a sei anni di reclusione. Basterà questo a fermarla dal depositare la sesta denuncia?

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA