Fabiano agli amici prima di morire: «Ho un po' di influenza»

Venerdì 10 Gennaio 2020
La casa dove è stato trovato morto è sotto sequestro
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LAMON - «Non mi sento bene». Lo aveva detto agli amici e ai compaesani Fabiano Ruggeri, il 38enne operaio della Clivet trovato morto nella casa di via Rigoi al civico 11 a Lamon, dove abitava. Era rientrato dalla Sardegna, doveva aveva trascorso le Feste con la famiglia e dal 2 di gennaio nessuno lo aveva più visto. Il mistero doveva essere risolto ieri con l’autopsia, eseguita a Belluno dall’anatomopatologo incaricato dalla Procura, Alberto Cirnelli di Portogruaro. In realtà, ancora, non ci sarebbe la certezza della causa naturale della morte, che sarebbe comunque l’ipotesi preponderante. La casa era infatti chiusa dall’interno e il malessere che Fabiano aveva lamentato nei giorni precedenti poteva essere quello che presagiva un infarto.

Operaio trovato senza vita: casa sotto sequestro, è giallo

IL GIALLO
La casa di via Rigoi è ancora sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali accertamenti. Ieri i bimbi che ci passavano di fronte si fermavano incuriositi da quei cartelli, che mai nessuno di loro aveva visto a Lamon. L’appartamento così è stato “congelato” dagli inquirenti in attesa dei risultati dell’autopsia. Non era evidente fin dai primi accertamenti, infatti, la causa naturale e nel caso si richiedessero ulteriori accertamenti su quanto avvenuto tutto sarebbe rimasto come al momento della morte del 38enne. Oggi, forse, il sostituto procuratore Roberta Gallego potrebbe ordinarne il dissequestro. Il medico legale Cirnelli, infatti, si è preso 90 giorni di tempo per rispondere ai questi del pm. E anche se è probabile la causa naturale, un infarto (il 38enne aveva familiarità per patologie cardiache), da prassi sono stati eseguiti anche tutti gli accertamenti di ordine tossicologico, per escludere ogni altra ipotesi.

IN PAESE
A Lamon ne sono convinti: è stato un infarto. «Era un bravo ragazzo - dicono gli amici del bar - è stato sicuramente un malore. Quando è rientrato dalle feste ci ha detto che non stava bene: parlava di nausea, febbre, diceva che forse aveva un po’ di influenza». Ma resta il mistero dei quasi 5 giorni di buio. «Fabiano era molto riservato», dicono tutti.

LA TESTIMONIANZA
«L’ultima volta che abbiamo visto era il 2 gennaio - dice la vicina, che abita nell’appartamento sotto a Fabiano - l’ho detto anche ai carabinieri. No saprei però dire se ho udito rumori o no dopo quel giorno, perché erano talmente di routine. Di sicuro non abbiamo visto nessuno entrare o uscire, fino al mercoledì alle 13 quando sono arrivati il padrone di casa, la sorella di Fabiano e i carabinieri». 

LA SCOPERTA
L’allarme è partito perché da giorni l’auto era ferma, parcheggiata di fronte casa. Fabiano non si era presentato al lavoro in Clivet martedì, quando doveva rientrare in servizio. Mercoledì la seconda assenza che ha insospettito il collega di lavoro e amico che è corso in via Rigoi. Infine il padrone della casa dove viveva Fabiano, D.L., che ha allertato la sorella Giorgia Rigoi, che abita a Mugnai. Insieme sono poi entrati, con le seconde chiavi della casa e hanno trovato il 38enne riverso sul letto. È partita subito la richiesta di aiuto ai carabinieri e al 118, ma ormai non c’era più nulla da fare. Fabiano era morto da diversi giorni. 
 

Ultimo aggiornamento: 09:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA