Dà forma alle idee di occhiali: Enrico, 34 anni, premio all'eccelenza: «Artigianato e tecnologia»

Sabato 20 Novembre 2021 di Daniela De Donà
Enrico Cori

BELLUNO - Allori per Thélios. In nome della capacità di creare prototipi con il piglio artigianale intrecciato alla più avanzata tecnologia. Un premio, quello ricevuto ieri a Firenze dall'azienda che produce per le maison del Gruppo LVMH, che vale, a cascata, come riconoscimento a tutto il comparto dell'occhiale e che rappresenta il meglio del savoir faire del Made in Italy.


LA CERIMONIA

Ieri la cerimonia, al Teatro Odeon di piazza Strozzi, per i rappresentanti italiani del savoir-faire. Con Thélios, la realtà specializzata nel settore eyewear, nel ruolo di protagonista del progetto di formazione Métiers d'Excellence promosso dalla multinazionale francese. Ed è la prima volta per l'occhiale. Sul trono, in particolare, la professionalità e la competenza di Enrico Cori, il bellunese che coordina il gruppo prototipìa: una trentina di persone (l'80% bellunesi) che pensano e producono nella sede di Longarone, riferimento forte del distretto dell'occhialeria. «Qui le idee generate dai designer delle varie maisons diventano qualcosa di realizzabile, di concreto. Tutto grazie al lavoro di gruppo, in un flusso che prevede interazione», afferma Cori, 37 anni, che, dopo il diploma all' Iti Segato di Belluno, ha operato prima nel settore arredamento e, successivamente, in quello della moda. Per prendere il timone, quattro anni fa, dell'area prototipi di Thélios, azienda con 600 dipendenti che produce, a tutt'oggi, per marchi quali Dior, Fendi, Celine, Loewe, Stella McCartney, Kenzo, Fred, Berluti e Rimowa (e a partire dal 22 gennaio si aggiungerà Givenchy).


IL PERCORSO

Il prototipo è il primo pezzo, fatto a mano, che viene presentato alla casa di moda committente, per essere promosso ed andare in produzione. Prima di diventare occhiale, in metallo o acetato, ci sono fasi che hanno un protocollo preciso. La partenza sta nell'idea che esce dalla fantasia del designer. Segue lo studio Cad che verifica la realizzabilità dell'idea, con le dimensioni corrette in base alla calzabilità. Entra quindi in gioco la tecnologia. E qui Thélios va alla grande. Non solo fresatura a macchina, ma uso di stampanti in 3D a resina, nylon, metallo. «L'aspetto tecnologico, nel settore dell'occhialeria, è strategico. E Thélios è sicuramente all'avanguardia», precisa Enrico Cori. Ma l'ultima parola tocca all'artigiano: il prototipo arriva al prototipista da banco, ovvero a colui che, con precisione, dà l'ultimo tocco. «Usa strumenti simili a quelli di un orafo spiega Cori - lavora con lime, carta abrasiva, strumenti per saldatura e lucidatura». Il pezzo ora c'è. Pronto per tornare al designer del brand, per l'approvazione. Enrico Cori, con il suo team, si affianca quindi ai virtuosi francesi del Gruppo premiati ad ottobre, tra cui Mathieu Jamin, chief design officer di Thélios.


L'ORGOGLIO

Ieri, a Firenze, l'orgoglio ha coinvolto l'intera azienda. Così commenta il premio Sara Osculati, chief brand e product officer di Thélios, presente alla cerimonia: «Siamo orgogliosi di contribuire, insieme alle altre Maison del Gruppo LVMH, alla promozione e alla difesa dei mestieri artigianali che caratterizzano la nostra industry. Sono competenze che il Gruppo e tutto il mondo produttivo non possono permettersi di disperdere». L'augurio è che, anche tra i bellunesi, si raggiunga l'obiettivo del programma delle Maison -denominato We for me - che mira a far conoscere 200 mestieri artigianali, attirando i giovani e, nel contempo, sensibilizzando le istituzioni nella valorizzazione di questi profili.

 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA