​«Emergenze senza fine in montagna, un elicottero non basta»

Martedì 4 Gennaio 2022 di Davide Piol
«Emergenze senza fine in montagna, un elicottero non basta»
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BELLUNO - «D'estate e nella stagione dello sci servono due elicotteri in provincia». Il grido d'allarme, che è anche una proposta, arriva dal consigliere comunale di Belluno, Fabio Bristot Rufus, che la materia la conosce bene, dopo anni nel soccorso alpino. «In settimane come quelle che stiamo vivendo, comuni come Cortina arrivano a 30mila persone, il servizio delle emergenze deve andare di pari passo», sottolinea. Lo ha evidenziato, purtroppo, anche la tragedia dell'altro giorno a Pieve di Cadore. Franco Brunello, di 60 anni, ha avuto un malore a pochi passi dalla vetta del monte Tranego. L'elicottero Falco, impegnato per tutta la mattina (anche in interventi fuori regione), non è potuto intervenire. Così è stato chiamato l'elisoccorso Pelikan di Bolzano e i tempi si sono protratti di 40 minuti. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto, Brunello era già morto.


LE CRITICITÀ

E sarebbero troppe, per qualcuno «insolite», missioni dell'elisoccorso fuori regione che lascerebbero scoperta la provincia di Belluno. Ma non è l'unico disguido: la fine dei lavori, per la realizzazione della nuova base di Pieve di Cadore, è slittata da dicembre 2021 a marzo 2022. E questo ha rimandato la partenza dell'elisoccorso notturno bellunese, ora sostituito da quello trevigiano. Sono alcuni dei lacci che secondo il consigliere comunale, capo del Gruppo Misto di Belluno, Fabio Bristot Rufus, impediscono al servizio di emergenza urgenza di funzionare nel pieno delle sue possibilità. «Sono certo aggiunge Bristot che la direttrice generale dell'Ulss Dolomiti Maria Grazia Carraro saprà interpretare al meglio e con la dovuta intelligenza le presenti istanze, offrendo alle nostre comunità le risposte del caso».

MISSIONI EXTRA

«Il numero crescente delle missioni effettuate dall'elicottero di Pieve di Cadore in altre regioni spiega Bristot va ben oltre la statistica prodotta nel medio periodo su base ultra trentennale. Solo nel 2021 l'elicottero ha effettuato quasi 40 missioni in Friuli Venezia Giulia (anche per codici di gravità minori o per eventi dove in altri tempi non si sarebbe mai mosso), lasciando scoperta la provincia di Belluno che è dovuta ricorrere agli elicotteri di Bolzano (Aiut Alpin e Pelikan) e Treviso (Leone)». La situazione diventa particolarmente gravosa in alcuni periodi dell'anno (da luglio a inizio settembre e da dicembre a gennaio) perché la popolazione bellunese, a causa dei numerosi turisti sulle Dolomiti, cresce all'improvviso insieme agli incidenti in montagna. «Potrebbero addirittura giustificarsi due elicotteri continua il consigliere comunale di Palazzo Rosso per garantire un servizio efficace ed efficiente, sfalsati nel periodo di servizio e nella dislocazione geografica. Con in aggiunta una rivisitazione intelligente e dedicata al territorio degli attuali filtri-triage della Centrale operativa del 118 che per la sua importanza non può essere accorpata a quella di Treviso». Dulcis in fundo, l'elisoccorso notturno su cui c'è ancora molto da lavorare. «Ad essere buoni sottolinea Bristot è ancora tutto da perfezionare. Sono presenti numerose imprecisioni nella complessiva pianificazione e direzione del servizio stesso. Il numero di piazzole è risibile e la gestione delle stesse altrettanto debole».

«AREA RISTRETTA»

L'intento di Bristot non è quello di puntare il dito contro la sanità. Ma evidenziare, da esperto del settore, ciò che può e deve essere migliorato partendo dal presupposto che si tratta di una provincia complicata dal punto di vista territoriale dove le distanze, in determinati periodi dell'anno, si allungano a dismisura. «Nell'urgenza e nell'emergenza sanitaria dice il consigliere comunale - deve vigere non già il principio dell'area vasta (prestazione differibile nello spazio, quindi anche nel tempo), ma quello dell'area ristretta dove la prestazione deve essere pressoché immediata, quindi la più vicina possibile all'utente e in questo caso al nostro territorio che, come abbiamo visto, non permette una mobilità estremamente rapida. Anzi, l'esatto contrario». «È necessario lavorare a fondo per potenziare il servizio del trasporto rotabile», conclude il consigliere. 
 

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