La premonizione dell'alpinista Berti in un video del 2016: «Qui può venir giù tutto» Il filmato

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Daniela De Donà
L'alpinista Marco Berti
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BELLUNO - L’aveva previsto nel 2016: «Qui, prima o poi, viene giù tutto». Così è stato. Una fetta della Croda Marcora si è polverizzata, trasformata in cascata di sassi e polvere. Marco Berti, peraltro, non è un mago: ha solo l’esperienza dell’alpinista, di chi le Dolomiti le conosce bene. Un suo video, che ieri è diventato virale sui social, fa da testimonianza: è datato 1 gennaio 2016, lo ha girato ad una quota di circa 2500 metri, zona punta dei Ross. Si tratta di 45 secondi di immagini concentrate sulla torre crollata sabato. Mostra, più in generale, quel tratto di pareti e creste che danno sulla Val Boite. Con un solo breve scritto a fare da commento all’emozione. Quello che, per l’appunto, pare una preveggenza, involontaria: «Qui, prima o poi, viene giù tutto».
Marco Berti si trovava là il 31 dicembre 2015 e il mattino del 1 gennaio 2016: con la moglie, approfittando dell’inverno per nulla nevoso, aveva bivaccato poco sotto, in tenda, per il San Silvestro.

«Non voglio passare per un geologo, tanto meno per un tuttologo - Berti tiene a precisare – ho solo la capacità di osservazione della roccia. Una capacità che è propria di qualsiasi alpinista». Poi l’aggiunta a proposito di quel video che è divenuto anticipazione dell’evento reale, il distacco e la colata di materiale verso San Vito: «Allora, nel 2016, avevo solamente fatto un commento, partendo dal presupposto che di franamenti ce ne sono molti. Chi va in montagna lo sa bene: ci si imbatte spesso in piccoli crolli. La differenza, in questo caso, sta nel fatto che la Croda Marcora ha sotto di sé il paese di San Vito. Fortunatamente non sono state coinvolte né persone, né la statale di Alemagna».


Certo una fortuna: nessuno si è fatto male, nessuno ha subìto danni. Solo tanta, tanta paura per chi ha assistito al crollo, la montagna ha scaricato e, per una decina di minuti, il turbinio di sassi che precipitavano a valle, dentro la nuvola di polvere, è stata impressionante.
Marco Berti, nato a Venezia 56 anni fa, è alpinista e scrittore. Con Borca di Cadore come seconda patria. «Sono cresciuto alpinisticamente tra le cime che fanno da cornice al paese dolomitico, là ho trascorso le vacanze, dalla nascita fino al 1985 – sono le parole di Marco Berti – ecco il motivo per cui quelle sono le montagne a cui sono maggiormente legato e che continuo a frequentare». L’attività di Berti, in verità, va oltre le Dolomiti. È alpinista-viaggiatore che ha toccato pareti dalle Alpi all’Himalaya, dal Medio Oriente all’America del Nord. Già collaboratore del “Gazzettino” e della “Gazzetta dello sport”, è autore di libri che raccontano la montagna: “Il vento non può essere catturato dagli uomini”, “Tom Ballard, il figlio della montagna”. Del 2021 è “La conquista dell’Everest”.
 

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Ultimo aggiornamento: 18:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA