Allarme fra le donne: «Discriminazioni sul lavoro e molestie: casi in aumento»

Mercoledì 12 Maggio 2021 di Federica Fant
Il presidente Padrin con la consigliera alle pari opportunità Monego

BELLUNO In sei mesi ha già preso in esame tre casi di discriminazione sul lavoro la nuova consigliera di parità della Provincia, Flavia Monego. Una figura che la legge istituisce per la promozione e il controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza, opportunità e non discriminazione nel mondo del lavoro. Se uno dei tre è già stato risolto, con un nulla di fatto perché il licenziamento era permesso, gli altri due casi riguardano molestie subite sul luogo di lavoro, una delle quali grave, tanto che è aperta un’indagine dalla Procura.«Il nostro territorio non è esente -ha detto la consigliera ieri in un incontro con la stampa - questo è un problema reale e concreto dove la parte lesa spesso si trova sola e disorientata su cosa fare. Ci sono molte donne che subiscono discriminazioni, molestie sui luogo di lavoro, ma solo poche denunciano, la maggior parte rimane nel sommerso, perché hanno paura di quello che può succedere, di subire ritorsioni, di essere licenziate, di subire mobbing e di avere delle difficoltà. Quindi spesso la donna decide di subire anziché denunciare, perché purtroppo non trova abbastanza sostegno». 

IL PROTOCOLLO
Assume importanza la collaborazione fra la consigliera e le organizzazioni sindacali. «Lo scorso 20 aprile - è stato spiegato -, in Provincia, è stato sottoscritto il nuovo protocollo d’intesa per la collaborazione tra consigliera di parità Monego e le organizzazioni sindacali territoriali (Cgil, Cisl e Uil) che recepisce l’agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e le direttive comunitarie in tema di anti-discriminazione». In questo frangente si inserisce l’importanza delle Commissioni delle pari opportunità anche a livello comunale, che in provincia sono presenti solo a Feltre e Ponte nelle Alpi. Belluno ci sta ragionando, ma le visioni di maggioranza e opposizione sembrano non arrivare ad un incontro. «Ho già avuto modo di interloquire con il presidente della Commissione – ha raccontato la consigliera Monego – e ho dato la mia disponibilità per offrire un mio parere». Riguardo al tema di rigettare le discriminazione si inserisce anche l’argomento delle coppie omosessuali. «Non ho avuto richieste di aiuto in questo senso, ma il mio percorso deriva dalle pari opportunità e posso confermare che la discriminazione c’è – fa sapere Flavia Monego -: non si può parlare solo di discriminazione di genere (uomo e donna), esistono anche quelle etniche e per l’orientamento sessuale». La consigliera ha portato l’esempio delle due mamme di Borgo Valbelluna, dicendo che la legge sulle unioni civili del 2016 a suo parere è «incompleta e andrebbe modificata» includendo la genitorialità. 

GLI OBIETTIVI
Dopo aver elencato il lungo elenco degli impegni che l’hanno occupata in questi primi sei mesi, la consigliera ha descritto gli obiettivi che intende raggiungere. «Sicuramente portare avanti il lavoro delle precedenti colleghe», sulle molestie sui luoghi di lavoro «vorrei proporre un codice di condotta per le aziende, al fine di attivare dei percorsi formativi ai propri dipendenti, specifici sulle discriminazioni di genere». La vera piaga, la discriminazione principale ha detto Monego è la questione salariale: da una ricerca della Cisl “Il lavoro femminile e il gap salariale «si evince che le donne sono sottopagate e precarie. Per ogni ora lavorata, una donna prende circa 1,40/1,50 euro in meno di un uomo. Ma le donne hanno anche meno possibilità di essere assunte a tempo indeterminato». Terzo obiettivo favorire nei comuni le Commissioni Pari opportunità. Flavia Monego, già dirigente aziendale in una società di Padova è attiva anche nel terzo settore, è stata referente volontaria provinciale per l’associazione International Adoption e componente della Commissione Pari opportunità di Feltre e è socia del Centro Antiviolenza Belluno Donna. 

Ultimo aggiornamento: 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA