Buzzati in chiave tedesca: a Merano due giorni di convegno a cinquant'anni dalla morte

Giovedì 27 Maggio 2021
Dino Buzzati

BELLUNO - Si parte da Merano. Per il cinquantenario della morte di Dino Buzzati la prima tappa guarda al mondo germanico. Con una due giorni di convegno in cui personalità, vita e opere del giornalista e scrittore nato a Belluno nel 1906 vengono declinate sulla parola confine.

L'OBIETTIVO

Lo scopo, a detta di Marco Perale, presidente dell'Associazione internazionale Dino Buzzati di Feltre e in veste di moderatore a Merano, sta nella volontà di aprire un fronte di interesse nell'area germanica: «Con la Francia i legami culturali intorno a Buzzati sono consolidati, i primi tifosi di Buzzati sono stati i francesi. Ora vogliamo farlo conoscere, nelle sue sfaccettature, al mondo tedesco», precisa Perale. Non un caso, quindi, che un terzo dei 21 relatori sia tedesco e che gli atti di questo convegno vengano pubblicati da una casa editrice di Amburgo. 

TRA BELLUNO E MILANO

«Buzzati è uomo di confine poichè passa con una certa sofferenza da Milano a Belluno. Per lui è come smettere i vestiti di un personaggio per mettersene altri», afferma Perale. Il confine è meta dolorosa, insomma: «Perchè ogni crinale è un confine e quello di una vetta rappresenta una meta che non è meta. Si sta sul crinale e si deve tornare indietro». Il titolo dell'incontro formativo che si è tenuto nella sede dell' Akademic Meran - Buzzati e il confine - punta, insomma, anche ad una riflessione sulla montagna. Il tema rappresenta una delle chiavi di lettura per leggere l'opera buzzatiana. Anche nel libro cult Il deserto dei Tartari vi è un confine: Da cui ti aspetti molto, anche qualcosa di minaccioso che alla fine si affaccia. Nel convegno si è parlato, con spunti pure divertenti, di Buzzati musicista e di Buzzati cronista di guerra, di Buzzati e il mito asburgico e dello stile linguistico sul confine tra fantastico e realismo parlato. Mentre la relazione di Patrizia Dalla Rosa (Centro Studi Buzzati di Feltre) ha toccato la questione degli Incerti confini tra le montagne di Buzzati.

IL CALENDARIO
Sta di fatto che la kermesse buzzatiana a Merano ha mostrato più valenze: è tra i primi convegni che, al tempo del Covid, si stanno tenendo in parte in presenza ed è il primo, quindi inaugurale, delle celebrazioni che puntano a ricordare i 50 anni dalla morte del giornalista del Corriere della Sera avvenuta nella clinica La Madonnina, a Milano, il 28 gennaio 1972. In carnet sono molti gli appuntamenti che andranno avanti fino al 2022. Alcuni contatti per conferenze su Buzzati sono già in programmazione, proprio nel cuore del mondo germanico: a Vienna, a Berlino, oltre che ad Amburgo. Aggiunge Perale: «Ci sono accordi pure per Parigi e Londra e abbiamo avviato trattative con Stati Uniti e Canada». A fare da anelli di congiunzione, con il supporto quindi del Ministero degli Esteri, saranno gli 83 Istituti di cultura italiana sparsi nel mondo. Va ricordato che l'interesse per Buzzati è in crescita e che dopo Collodi con Pinocchio e Dante con la Divina Commedia, Dino Buzzati è l'autore italiano maggiormente tradotto. 

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