Didattica a distanza e internet lento, il sindaco lascia la poltrona alla 13enne

Mercoledì 17 Marzo 2021 di Davide Piol
Chiara studia dall'ufficio del sindaco

Sulla sedia del sindaco, nel municipio di Val di Zoldo, siede da qualche giorno Chiara: una ragazza di 13 anni. In mezzo a fogli, fascicoli e documenti si è ricavata uno spazio per i suoi effetti personali: quindi astuccio, quaderno ad anelli, agenda. Vicino ai piedi la cartella. È la sua nuova postazione per la didattica a distanza. A casa sua, infatti, telefono e wifi mancano dal 28 gennaio a causa di un guasto alla linea telefonica. Così, ieri mattina, il sindaco Camillo De Pellegrin le ha messo a disposizione il suo ufficio dove potrà rimanere «fino a quando non sarà risolto il problema». Il primo cittadino, nel frattempo, si è trasferito in un’altra stanza del municipio. Domani saranno 50 giorni che la linea telefonica della famiglia Bellinaso è muta. E da lunedì il Veneto è passato in zona rossa. Con le scuole chiuse e due figlie a casa, costrette a seguire le lezioni dallo schermo di un computer, il piccolo inconveniente tipico dei paesi di montagna si è trasformato in un vero e proprio disagio a lungo termine che si spera possa essere risolto al più presto. La famiglia abita nella frazione di Foppa, in Val di Zoldo, e appena è saltata la linea sono cominciate le chiamate, le segnalazioni e poi i sopralluoghi da parte della compagnia. «Quando sono venuti mi hanno detto che la linea è saltata fino a Dozza, 3 chilometri più in basso» ha spiegato Paolo Bellinaso. Il risultato è che sono rimasti senza telefono fisso e soprattutto senza internet. Non che prima la linea decollasse: «I tempi erano molto lunghi, 50 ore per un aggiornamento, 5 minuti per accedere alla schermata Google» e dovevano stare attenti a non collegare troppi dispositivi al wifi, «ma almeno la connessione c’era».
UN SOGNO CHIAMATO FIBRA OTTICA
Appena 5 chilometri più in basso c’è la fibra ottica. Da loro arriverà a novembre. Il tecnico, ieri mattina, ha spiegato che la linea attuale è vecchia e potrebbe essersi interrotta durante le nevicate di fine gennaio. In ogni caso «andrebbe sostituita completamente». Intanto Paolo Bellinaso continua a pagare le bollette. Quelle sì, arrivano puntuali. «Spero che mi daranno un risarcimento – ha sottolineato – sto pagando un servizio che non riesco a utilizzare». Nei prossimi giorni la compagnia telefonica dovrebbe riuscire a sistemare temporaneamente la linea. Tuttavia il problema rimane: «Bella la montagna ma solo per chi ci viene il sabato e la domenica. E per chi ci vive?» si è sfogato Paolo Bellinaso. Lui, la montagna, l’ha scelta. Da giovane si è spostato da Vicenza a Zoldo, nella casa dei nonni, e lì ha costruito la sua vita. «Sto bene ma siamo nel 2021. Dateci la possibilità di vivere in montagna alle stesse condizioni di una persona che abita a Longarone. Ci sentiamo l’ultima ruota del carro. Il sindaco sta facendo il possibile».
L’ULSS
Proprio ieri l’Ulss Dolomiti ha diffuso un vademecum per i genitori che devono assistere i loro figli durante la didattica a distanza: «I ragazzi - spiega l’azienda sanitaria - vivono le emozioni, paure e speranze degli adulti di riferimento. L’adulto deve quindi monitorare quanto comunica ed esprime e non chiedere al ragazzo quanto lui stesso fatica a tollerare. La condivisione degli stati d’animo va privilegiata al rimprovero».
LA SPERANZA
Con l’inizio della didattica a distanza sono iniziati i problemi veri. Perché la lezione si è spostata online. Com’è possibile però seguirla se manca la connessione? A una delle due figlie di Paolo Bellinaso la scuola ha consegnato una chiavetta internet. Mentre l’altra è stata ospitata nell’ufficio del sindaco. «Zona rossa, chiudono le scuole, ma il diritto allo studio in dad non è garantito a tutti – ha commentato De Pellegrin – Quindi la dad si fa in Comune. Non può esserci il totale disinteresse da parte delle compagnie. Va bene il disguido, ci può stare, ma dopo così tanto tempo vuol dire proprio fregarsene». Ora è necessario trovare una soluzione per la famiglia di Foppa: «Spero che ciò avvenga nei prossimi giorni. Non siamo in cima all’Everest e nemmeno nel deserto. Se c’è la volontà si risolve in poco tempo».

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