La struttura di crisi del ministero: «Il decreto Sostegni può salvare l'Acc»

Venerdì 17 Settembre 2021 di Andrea Zambenedetti
Wanbao

«L’unica via per Acc è la gara, ci sono già dei soggetti interessati ad acquisirla. L’articolo 37 è aderente alle richieste che ci sono state fatte in questi mesi. La prima mossa spetta al commissario». Con queste parole, Luca Annibaletti, coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) traccia i confini del futuro di Acc.
Dottor Annibaletti ci dice come si salva l’Acc di Borgo Valbelluna? Ci sono soluzioni alternative alla cessione a terzi attraverso un’asta? 
«La cessione del compendio aziendale attraverso una gara internazionale ad evidenza pubblica è la soluzione proposta dal Commissario ed approvata dal Mise per garantire la continuità aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro».
I debiti prededucibili privilegiati di Acc superano però il valore indicato nella perizia. Un’azienda così, secondo la sua esperienza, è ancora appetibile sul mercato?
«Oggetto della procedura ad evidenza pubblica è il compendio aziendale che non include la debitoria, pertanto l’azienda così configurata è appetibile sul mercato, anche alla luce delle manifestazioni di interesse ricevute dalla procedura».
Può rappresentare un business interessante anche per investitori che non hanno il segmento elettrodomestici come core business?
«Gli operatori internazionali potenzialmente interessati possono includere anche operatori della refrigerazione commerciale oltre quella domestica».
Il percorso individuato dall’articolo 37 del decreto Sostegni secondo lei può consentire ad Acc di ottenere il prestito che le permetterebbe di rimanere in vita? 
«Il Commissario Straordinario (Maurizio Castro ndr) dovrebbe proporre istanza di autorizzazione al Mise e poi avanzare domanda ad Invitalia che è il soggetto appositamente delegato. Il Decreto direttoriale del Mise del 3 settembre risponde all’esigenza più volte manifestata dagli operatori per assicurare la finanza temporanea alle imprese in crisi e rappresenta una grossa novità accolta con favore dalla comunità finanziaria italiana, grazie all’impegno del Ministro per ottenere la preventiva approvazione a livello comunitario».
Quali sono i prossimi appuntamenti del tavolo di crisi? 
«Il prossimo tavolo di crisi è stato convocato per il giorno 28 settembre prossimo».
Sarà possibile individuare l’interlocutore privato nei termini previsti (attualmente il termine della gara è fissato al 5 ottobre), oppure la sopravvivenza di Acc potrebbe costringere ad un rinvio? 
«Al momento la procedura di gara è in corso, pertanto non è possibile rilasciare dichiarazioni in merito».
C’è qualche particolarità che la vicenda Acc ha rispetto alle altre crisi che il Mise sta seguendo in questi giorni?
«Come noto, le crisi includono situazioni di stress finanziario che possono sfociare in procedure concorsuali ovvero di ristrutturazione industriale che possono portare alla chiusura di impianti; la vicenda Acc rientra nell’ambito delle procedure concorsuali che, come detto, possono essere finanziate temporaneamente grazie alla novità introdotta dal Decreto direttoriale recentemente emanato».

Ultimo aggiornamento: 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA