Morto nel sonno a 18 anni: Davide come Astori, forse stroncato da una malattia del cuore silente degli atleti

Martedì 20 Luglio 2021 di Olivia Bonetti
Morto nel sonno a 18 anni: forse affetto da una malattia del cuore silente
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SEDICO - Esclusa la correlazione con il vaccino, ma non si può escludere una malattia del cuore silente come quella che ha ucciso il capitano della Fiorentina Davide Astori. Sono questi i primi elementi emersi ieri nell’autopsia sul corpo di Davide Bristot, il 18enne di Sedico trovato senza vita nel suo letto dalla madre la mattina del 14 luglio scorso. Al momento si sa che ad uccidere il giovane è stata un’ischemia miocardica acuta, ma non si conoscono le cause che l’abbiano innescata. Per questo si dovranno attendere i 90 giorni che si è preso il consulente incaricato dalla procura, il medico legale di Portogruaro Antonello Cirnelli. La procura disporrà l’acquisizione di altra documentazione: ad esempio i certificati di medicina sportiva. 

I FUNERALI
Davide infatti era un grande sportivo e praticava diverse attività e voleva riprendere quanto prima la pallavolo: passione che lo accomunava al fratello che gioca nella nazionale under 17 e soprattutto al padre “Paolino” Bristot, ex pallavolista della Spes Volley Belluno e della nazionale. E proprio in un palazzetto, tempio dello sport, si terranno mercoledì pomeriggio i funerali di Davide Bristot: l’addio è previsto per le 15 di domani al Palaricolt di Sedico. Eventuali donazioni andranno all’associazione midollo osseo.



L’INCHIESTA
Il pm Alberto Primavera subito dopo la morte del ragazzo mercoledì scorso aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo e aveva già disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche al pronto soccorso del San Martino. Era martedì 13 luglio, quando Davide inizia ad accusare i primi sintomi. In serata va al pronto soccorso e dopo rapidi accertamenti, dopo circa un’ora, alle 23.33, viene dimesso. La mattina dopo viene trovato morto. Finito nel registro degli indagati il medico che lo ha dimesso. È l’unico nome iscritto al momento. Non fece neanche un elettrocardiogramma, che sarebbe stato utile per escludere un eventuale problema cardiaco, su cui si concentrano ora le indagini.

L’AUTOPSIA 
Erano tre i consulenti che ieri hanno partecipato all’autopsia, all’obitorio de San Martino di Belluno. Oltre al medico incaricato dalla Procura, il dottor Cirnelli, c’erano i periti di parte: per l’indagato il dottor Paolo Moreni di Padova e per la famiglia la dottoressa Sarah Nalin. È stato chiaro da subito che non vi era stata alcuna emorragia cerebrale, ma bisognerà attendere in ogni caso l’esame dell’organo come anche quello del cuore. Accertamenti che serviranno per capire qual è stata la causa iniziale che ha portato poi a quei sintomi lamentati quel giorno da Davide: vomito e mal di testa e di conseguenza, alla morte. Gli inquirenti non volevano lasciare nessun interrogativo e hanno posto un quesito anche sul vaccino, visto che il 17 giugno scorso Davide aveva ricevuto la prima dose di Pfizer: già da ieri è emerso con evidenza che non c’entra in alcun modo. Non essendo stato fatto un elettrocardiogramma al pronto soccorso si procederà ora all’acquisizione dei certificati di medicina sportiva del ragazzo e l’inchiesta potrebbe allargarsi.

 

Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA