Crisi Acc, «Troverò le risorse»: l'impegno di Zaia per salvare l'azienda

Giovedì 13 Maggio 2021 di Eleonora Scarton
I lavoratori dell'Acc in presidio ieri a Venezia durante l'incontro della delegazione con Zaia

“Il mio interesse è quello di salvare l' Acc. Aprirò un tavolo per trovare le risorse che servono per dare prospettiva alla produzione”. Sono parole di rassicurazione quelle che sono arrivate ieri dal presidente della regione del Veneto Luca Zaia, il quale ha incontrato nella sede della protezione civile di Marghera una delegazione di sindacati e lavoratori. Un incontro arrivato al termine di una mattinata di proteste e presidi sotto la sede della regione.

LA MATTINATA
Una mattinata intensa quella per i lavoratori dello stabilimento Acc di Mel, partiti alla volta della laguna per incontrare il presidente della regione Luca Zaia. Dopo diverse ore passate in presidio sotto la sede della regione è stato detto loro che Zaia non c’era e che non li avrebbe incontrati. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori sono ossi duri. Sono da Belluno. Caricano in spalla striscioni e bandiere e prendono i mezzi del trasporto pubblico per recarsi sotto la sede della protezione civile a Marghera, lì dove il governatore tiene quotidianamente il suo punto stampa sulla pandemia. E aspettano. La tensione è alta. L’assessore alla sanità Lanzarin li osserva dalla finestra e Zaia avvisa che quando arriverà dedicherà loro qualche minuto. In realtà l’incontro durerà oltre mezz’ora.

L’INCONTRO
Al termine del punto stampa il governatore fa salire tre persone, e ad accedere saranno tre sindacalisti: Stefano Bona (Cgil), Michele Ferraro (Uil) e Mauro Zulian (Cisl). Poco dopo saliranno anche tre rappresentanti dei lavoratori. L’obiettivo era far capire al presidente Zaia la situazione critica che l’azienda zumellese sta attraversando e come i tempi, ormai, sino stretti: poco più di 15 giorni e i cancelli si chiuderanno definitivamente. All’uscita del confronto i sindacalisti riportano ai lavoratori in presidio quanto emerso. “Zaia si è dimostrato molto interessato e sensibile – sottolineano i sindacati-, e ha dichiarato che la volontà della regione è di salvare Acc. Anche in virtù del fatto che un comune così piccolo in una provincia così disagiata non può perdere quasi mille posti di lavoro (il riferimento è alla situazione Ideal Standard)”. L’IMPEGNO L’impegno che il governatore si è assunto è quello di convocare entro la fine di questa settimana o al massimo l’inizio della prossima un tavolo che dovrà trovare necessariamente gli strumenti economici per sostenere Acc. Un tavolo a cui siederanno, oltre a Zaia, Veneto Sviluppo, Mise e il sistema delle imprese, clienti e fornitori di Acc. I sindacati sono convinti che le possibilità per salvare l’azienda ci sono. “Esiste una soluzione temporanea che consente la sopravvivenza di Acc fino a quando il governo non deciderà cosa fare (Italcomp o qualcos’altro)” afferma con decisione Bona che spiega la proposta: il presidente della regione si fa garante insieme al Mise affinchè i fornitori ed i clienti anticipino quello che le banche prestano loro.

I CONTATTI
Zaia ha parlato con il ministro Giancarlo Giorgetti nei giorni scorsi e lo ha risentito nelle ore precedenti all’incontro percependo “maggiore positività rispetto alla volta precedente” e lo avrebbe risentito anche ieri pomeriggio a seguito dell’incontro con i lavoratori. “Zaia ci ha detto che ha contattato personalmente qualche industriale per proporgli la sfida Acc. Noi abbiamo spiegato che al momento non è la nostra priorità. Serve prima salvare l’azienda e poi se ne deciderà il futuro”.

LA MANCATA USCITA
I lavoratori tornano in provincia con nuove speranze ma anche delusi per il fatto che il governatore Zaia non sia uscito ad incontrarli. A ribadirlo i numerosi cori all’esterno della sede di Marghera frutto della stanchezza e dell’esasperazione: “vogliamo vedere Zaia”, “aveva detto che ci avrebbe dedicato dieci minuti presidente”, “esiste anche la provincia di Belluno in Veneto”, “vergogna”, “siamo disperati, non ce la facciamo più”, “non c’è solo il covid, ci sono anche le industrie che chiudono”.

Ultimo aggiornamento: 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA