Covid, non ci sono più ricoverati: gli ospedali bellunesi sono liberi dal virus

Mercoledì 16 Giugno 2021 di Davide Piol
Ospedali covid free

L’EPIDEMIA

BELLUNO - Gli ospedali della provincia sono covid-free. Letteralmente: liberi dal virus. Da ieri non c’è un solo paziente positivo nelle strutture sanitarie bellunesi (comprese quelle di comunità) e i reparti covid sono stati chiusi. Per precauzione rimangono disponibili alcuni posti letto ma la notizia è positiva e arriva in un momento cruciale per tutti con la stagione estiva alle porte. È un ulteriore passo verso la normalità, anche se bisogna tener presente che il virus, fuori dagli ospedali, continua a circolare. Sono 81 i bellunesi ancora positivi al covid-19 (ieri è stato scoperto un solo nuovo caso). Nessuno di loro è grave o ha bisogno di cure ospedaliere. Il dato è altalenante e dipende da ciò che accade all’esterno degli ospedali. Finché rimarranno persone positive, il rischio di ricoveri in area intensiva o sub-intensiva non potrà essere escluso del tutto. Lunedì mattina i pazienti covid erano 3, uno ricoverato al San Martino di Belluno, gli altri due all’ospedale di comunità di Feltre. Mentre ieri sono scesi a zero. Il bollettino della Regione ha eliminato la voce riguardante le strutture bellunesi e i relativi pazienti. Ma, come si diceva prima, non c’è nulla di definitivo.

LE VACCINAZIONI L’ago della bilancia, ancora una volta, è influenzato dai positivi e dal loro comportamento. La spinta decisiva alla riduzione dei contagi e alla minor gravità della malattia l’ha fornita il vaccino anti-covid. La copertura dei grandi anziani è vicina al 100%. Per essere precisi è del 99,1% (percentuale che si riferisce a coloro che hanno ricevuto almeno una dose). Significa che mancano all’appello solo un centinaio di persone con più di 80 anni, comprese quelle che non possono fare l’iniezione per motivi sanitari. La campagna vaccinale prosegue spedita. Rimangono da raggiungere il 12,6% dei settantenni, il 22,4% dei sessantenni, il 33,9% dei cinquantenni e il 51,9% dei quarantenni. Le dosi di vaccino anti-covid somministrate dall’Ulss Dolomiti sono oltre 159mila. Nel frattempo continua l’impegno dei medici di medicina generale. Questo il programma per gli appuntamenti della settimana: oggi a Sovramonte e a Feltre; domani a Ponte nelle Alpi, Belluno, Agordo-Caprile, Cortina d’Ampezzo; venerdì Santo Stefano di Cadore, Fonzaso; sabato Alpago, Mel, Sovramonte.

I CONTI Per capire quanto il covid abbia influito nelle casse dell’azienda sanitaria basta osservare la riduzione degli introiti legati al ticket (codici bianchi, etc.). Nel 2020 il calo è stato del 34% che corrisponde a 3,5 milioni di euro. L’aspetto paradossale della pandemia è che da una parte ha provocato costi maggiori nella gestione dell’emergenza, con incassi minori dovuti a prestazioni congelate, dall’altra ha portato risorse aggiuntive. Tanto che il bilancio di esercizio 2020 dell’Ulss Dolomiti si è chiuso con un segno positivo. Spiega l’azienda sanitaria che «il bilancio presenta una perdita di 4 milioni e 700.465 euro che tuttavia, al netto dei maggiori costi e ricavi connessi alla pandemia da covid-19, rileva un utile pari a 2 milioni 719.346 euro». Per l’area del sociale, invece, c’è stato un risultato di pareggio. Le criticità erano cominciate a marzo 2020 con il primo lockdown: ospedali saturi di pazienti covid e impossibilità di garantire le visite a tutti (salvo quelle urgenti). In quei tre mesi di stop totale erano rimaste indietro 12mila prestazioni, tra quelle in galleggiamento, per le quali il cittadino aveva l’impegnativa ma non l’appuntamento, e quelle prenotate e poi rinviate. La situazione si era ripresentata in autunno durante la seconda ondata di contagi. Questa volta, nell’Ulss Dolomiti, erano rimaste indietro 15.500 visite ospedaliere. «Analizzando il valore della produzione nel 2020 – chiarisce l’Ulss Dolomiti – emerge come la sospensione nell’erogazione di prestazioni di ricovero e di specialistica ambulatoriale, oltre che la riduzione degli accessi al pronto soccorso, abbiano determinato, rispetto all’anno 2019, una importante riduzione di introiti da ticket». È il dato di cui parlavamo prima: -34%, pari a 3,5 milioni di euro. Ma il calo si è verificato anche nell’attrazione intra-regione (-19% pari a circa 3,2 milioni di euro) ed extra-regione (-17% pari a 1,9 milioni di euro), a causa delle restrizioni alla mobilità stabilite dai decreti anti-contagio. «Se invece analizziamo – continua l’Ulss Dolomiti – l’incidenza della pandemia da covid-19 sul costo della produzione, otteniamo un valore di oltre 16 milioni di euro, come per esempio per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, tamponi molecolari o reagenti utilizzati dai laboratori analisi per la lettura dei tamponi, personale non dipendente utilizzato nella gestione della pandemia, personale usca, pulizie, trasporti, smaltimento rifiuti, servizi informatici, etc.». Nonostante queste difficoltà, il bilancio di esercizio 2020 è stato chiuso in positivo. Il direttore generale Maria Grazia Carraro spiega che «il risultato è frutto di un lavoro costante di attenzione da parte di tutta l’azienda per il miglior utilizzo delle risorse assegnate». 

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