Il covid a Belluno sta sparendo: le mappe dell'evoluzione del virus in provincia

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Davide Piol
Un reparto di terapia intensiva
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BELLUNO Virus alle strette: la provincia è quasi totalmente pulita. Il nuovo anno ha segnato l'inizio anche di una nuova fase che si può definire discendente. La curva dei contagi è un sorriso triste che punta verso il basso ma che al tempo stesso diffonde speranza. Ormai non ci sono dubbi: la seconda ondata di contagi sta terminando.


A SECCO DI VACCINI Eppure, proprio ora che il virus allenta la presa, spuntano le incognite sui vaccini. Questa settimana il Veneto ne riceverà meno e le aziende sanitarie locali hanno già annunciato che riserveranno le dosi a coloro che dovranno concludere il ciclo vaccinale. Sempre che arrivino. Sì, perché la fornitura settimanale non è ancora giunta alla Farmacia dell'ospedale. 

PRESSIONE SUGLI OSPEDALI L'Usl 1 Dolomiti è costretta a organizzarsi giorno dopo giorno: «Si naviga a vista». Ma la pressione sugli ospedali è precipitata. I pazienti covid sono 100. Se ne contano 77 in area sub-intensiva, 7 in Terapia Intensiva, 16 negli ospedali di comunità. Nel frattempo sono stati comunicati 26 nuovi positivi e due vittime (un 89enne e un 79enne ricoverati rispettivamente in Pneumologia e in Geriatria all'ospedale di Feltre). «Stiamo forse percorrendo la via di uscita da questa seconda ondata» ha scritto il commissario Adriano Rasi Caldogno al presidente della Provincia Roberto Padrin. C'è cautela. Ma i grafici allegati alla lettera, costruiti sui dati Istat, parlano chiaro. Una tabella raffigura la curva dei nuovi casi.

L'ANDAMENTO Tra agosto e settembre è piatta, quasi parallela alla coordinata delle ascisse. È con ottobre che comincia a sollevarsi anche in verticale. La progressione è lenta ma costante. A metà novembre c'è un picco di 300 casi ma non è l'apice della curva epidemiologica. Bisogna aspettare il 12 dicembre: quasi 400 nuovi casi in un giorno. Poi la discesa improvvisa, desiderata a lungo da tutti i bellunesi, fino ad arrivare a gennaio con i positivi che si arrestano sotto quota 100. Questo è ciò che è accaduto a livello provinciale.

LE MAPPE Ma qual è stato l'impatto sui singoli comuni? L'Usl 1 Dolomiti ha provato a spiegarlo con altri 3 grafici che mostrano l'incidenza settimanale ogni mille abitanti e che potete vedere sopra. I comuni sono stati colorati di azzurro, blu o viola, in base alla presenza del virus. Più il colore è intenso e più la situazione è critica. Dal 9 al 15 novembre c'è una grossa macchia scura nella parte alta della provincia: è il noto focolaio dell'area Comelico-Cadore-Ampezzano. Qui l'incidenza è stata superiore ai 12 positivi ogni mille abitanti. A sorpresa anche Limana, Chies d'Alpago, Sovramonte e San Gregorio. Dal 7 al 13 dicembre lo scenario cambia in modo drastico: il virus lascia le terre alte e si concentra nella pancia della provincia, soprattutto nella zona dell'Agordino e di Longarone. Infine la settimana dall'8 al 14 gennaio. Il Bellunese è quasi del tutto bianco. Rimangono due piccoli focolai a Cibiana e Ospitale di Cadore. Il calo dei contagi porterà a una riorganizzazione dei drive-in tamponi.

NUOVE REGOLE PER I TAMPONI La novità più grossa è che scomparirà il punto tamponi all'ospedale San Martino di Belluno, dove stanno procedendo le vaccinazioni anti-covid. Questi i drive-in attivi da sabato nel distretto 1 Belluno: Alpago (Zona Industriale Paludi, via delle Industrie 10) dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, sabato e festivi dalle 8.30 alle 12.30; Tai di Cadore (Piazzale Dolomiti) martedì, giovedì, sabato dalle 15 alle 17; Agordo (Piazzale Tamonich) lunedì, mercoledì, venerdì dalle 15 alle 17. Mentre per il distretto 2 sarà disponibile quello di Feltre (via delle Industrie Peschiera, ex- Marangoni) dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30. In caso di allerta meteo della Protezione Civile, si consiglia di verificare l'operatività dei drive-in nel sito www.aulss1.veneto.it.

 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA