Covid e turismo, a Cortina «molte nostre aziende non sopravviverebbero a un altro inverno di chiusura»

Giovedì 18 Novembre 2021 di Marco Dibona
Covid e turismo, a Cortina

CORTINA - Cortina d'Ampezzo si prepara ad affrontare la stagione turistica invernale con tanta voglia di lavorare, con la fiducia che viene da un buon numero di prenotazioni, ma con qualche apprensione per l'aumento dei casi di covid anche nei vicini territori di Alto Adige e Austria. «La montagna deve ripartire, su questo non si transige: molte nostre aziende non sopravviverebbero a un altro inverno di chiusura», dice Marco Zardini, presidente del consorzio Cortina Skiworld, che riunisce gli esercenti di impianti a fune di Cortina, Auronzo e Misurina, San Vito di Cadore. Concorda Roberta Alverà, presidente della locale associazione albergatori: «Siamo di nuovo qui, ad incrociare le dita. Ci sono diverse prenotazioni e siamo contenti, intanto per il periodo fra Natale e Capodanno, soprattutto di ospiti italiani, con tanti clienti che vediamo per la prima volta, perché non erano mai venuti prima e stanno scoprendo la montagna nazionale d'inverno. C'è tanta voglia di sciare, per recuperare un anno mancato». Lo si vede ogni giorno, al passo Falzarego, con centinaia di appassionati sull'unico impianto aperto della zona, in funzione da domenica 7 novembre. La validità dell'abbonamento stagionale Dolomiti Superski comincerà da sabato 27 novembre, ma altre apprensioni si sommano a quelle dettate dal covid: non sta nevicando, e pare una beffa, dopo l'inverno scorso così prodigo di neve. Non fa nemmeno freddo, per cui non possono entrare in funzione i generatori dell'innevamento programmato. A Cortina, come in altri comprensori sciistici del grande carosello delle Dolomiti, c'è la consapevolezza che l'apertura degli impianti e delle piste slitterà almeno di una settimana, dal 27 novembre al 4 dicembre.

      
 

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA