Nuovo ponte in costruzione: così il rio Gere non farà più paura

Giovedì 22 Luglio 2021 di Marco Dibona
Il tratto della strada che sale da Cortina al passo Tre Croci interessato dai lavori per il nuovo ponte

CORTINA - Da una parte si allestisce il cantiere per la costruzione del nuovo ponte, dall’altra si scava per mettere in sicurezza il torrente. Ferve il lavoro a Rio Gere, lungo la strada regionale 48 delle Dolomiti, che sale dall’abitato di Alverà al passo Tre Croci, verso Misurina e Auronzo, in quello che è considerato uno dei tre punti più delicati, nell’intersezione della rotabile con i corsi d’acqua, dopo le disastrose esondazioni degli anni passati. 


IL PRECEDENTE
Proprio nel punto in cui l’ondata uccise Carla Catturani, il 5 agosto 2017, sarà costruito il nuovo ponte, che sarà lungo 50 metri, per un impiego previsto di 3 milioni e mezzo di euro, dei quali andranno in lavori 2 milioni 253.846 euro. Il nuovo manufatto sorgerà a monte di quello attuale; si vede già il terrapieno, che disegna la nuova linea della strada, alcuni metri più alta, rispetto all’attuale, in modo da aumentare il franco idraulico, lo spazio che c’è tra il livello dell’acqua e il livello oltre il quale la piena diventa pericolosa. Il progetto dovrebbe comprendere anche un sottopasso pedonale, per consentire agli sciatori e agli escursionisti di raggiungere la stazione a valle della seggiovia del Cristallo, senza dover attraversare la strada, assai trafficata, durante le stagioni turistiche. Gli escavatori e i grossi camion da cava lavorano nel largo ghiaione sopra la strada, dove confluiscono il Ru de ra Graes, che scende da Inpó Pontió, alle pendici del monte Cristallo, e un altro rio, che scende da forcella Sonforcia. 


IL RISCHIO
Sono proprio quei due ruscelli che, in condizioni di forti precipitazioni, si ingrossano e trascinano a valle grandi quantità di detriti, con colate devastanti. La ghiaia recuperata dagli scavi viene portata verso il passo Tre Croci, dove si sta allestendo un piazzale per il parcheggio delle auto, a breve distanza dal valico, dove l’estate si affollano i turisti, diretti sia sul monte Cristallo, sia al Sorapis, all’incantevole lago azzurro, che ha accanto il rifugio Vandelli. Nel piano per la mitigazione del rischio idrogeologico del torrente Bigontina, c’è un altro punto delicato: è il vecchio ponte accanto al Lago Scin, che ha uno spazio troppo limitato, una luce che non consente al torrente ingrossato di passare, perciò sarà sostituito con un ponte lungo 13 metri, che costerà 850 mila euro. Entrambi i lavori furono illustrati un anno fa da Michele Artusato, di Veneto Strade, durante una visita dell’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, lungo l’asta del torrente Bigontina. Artusato è progettista e direttore dei lavori delle due opere. Altri interventi importanti sono stati realizzati nell’alveo del Bigontina, per la protezione degli abitati di Alverà e delle vicine frazioni; oltre alla grande briglia a ridosso delle case ne è stata realizzata un’altra, sotto Malga Lareto. 
È stato rimosso il vecchio ponte della stradina comunale, fra le case di Alverà, ed ora si sta lavorando per costruirne uno nuovo. Si sta rimodellando l’alveo del torrente, mentre è già completato l’intervento inferiore, sotto il ponte della strada delle Dolomiti, dove gli anni passati c’erano state disastrose fuoriuscite del Bigontina. 

 

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