Alpinista colpita da un sasso sulla parete della montagna. Il compagno recuperato dopo una notte all'addiaccio

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Alpinista colpita da un sasso sulla parete della montagna. Il compagno recuperato dopo una notte all'addiaccio
CORTINA - È stato recuperato questa mattina alle 6.30 l'alpinista rimasto in parete sul Pomagagnon dopo l'infortunio della compagna. La coppia era salita ieri per la diretta, ma, al momento di rientrare dalla quinta cengia verso il ghiaione, un sasso caduto dall'alto aveva colpito la donna, I.D.R., 44 anni, di Bologna, alla schiena.

Scattato l'allarme verso le 16.30, era decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo un paio di tentativi di avvicinamento resi difficile dalle forti raffiche di vento, era riuscito a sbarcare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio con un verricello di 25 metri a circa 2.100 metri di quota.

Il soccorritore aveva spostato i due alpinisti in un posto più agevole per togliersi dalla parere, prestando le prime cure alla rocciatrice. L'eliambulanza era poi tornata completando la verricellata di imbarco di tecnico di elisoccorso e infortunata, subito trasportata all'ospedale di Belluno. Quando però era stato il momento di recuperare l'uomo, il vento aveva ostacolato tutti i tentativi dell'elicottero, proseguiti fino a scadenza effemeridi. Neppure l'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano intervenuta verso le 22 aveva potuto ultimare il soccorso, poiché l'alpinista, spostandosi più in basso, si era fermato sotto una gobba e non era raggiungibile.

 Questa mattina, il Pelikan di Bolzano ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Cortina in supporto alle operazioni e ha effettuato il recupero dello scalatore con un verricello di 90 metri. 
 
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Domenica 14 Luglio 2019, 12:06






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4 di 4 commenti presenti
2019-07-14 15:41:18
Sempre quest'ansia della spesa...con poco ci si assicura a Dolomity emergency,Cai, Assicurazione privata a scelta.Poi il CNSAS esiste perche' esistono escursionisti ed alpinisti, inizialmente una specie di mutuo soccorso.I soccorritori devono averee un bel curriculum di imprese e scalate , oltre ai corsi specifici ed allenamenti.A volte soccorrono con la certezza di poter eventualmente essere soccorsi quando vanno per conto loro.Se soccorrono anche non iscritti od assicurati, non devono preoccuparsi i lettori, ci sono ben ragionieri ed impiegati amministrativi tra i ranghi del 118 e del CNSAS.Hanno le loro procedute e tariffe in base alla tipologia degli incidenti ( tra l'altro tengono aggiornate le statistiche non per passatempo ma per avere nuovi spunti e operare miglioramenti).A volte cadono sassi, ma non solo, anche chiodi od oggetti sfuggiti di mano ad altri alpinisti soprastanti(ho provato l'ebbrezza un chiodo che cade dall'alto sibilava nell'aria, rimbalzava , tintinnava ad ogni impatto...riuscimmo a vedere sopra cordata di alpni militari in addestramento...nessuno e' immune come scatenante o ricevente)Piuttosto oltre al casco...uno zaino potrebbe anche proteggere schiena e spalle .
2019-07-14 13:46:46
Questo è quello che significa la frase 'IN MONTAGNA IL RISCHIO ZERO NON ESISTE". E il sasso balordo che ti arriva addosso capita anche sul sentiero delle nonne, basta che poco piú in alto un camoscio si metta a saltare
2019-07-14 12:39:35
Chi paga i soccorsi, perché non se ne stanno sul divano,rimpatriare tutti i sassi che colpiscono i nostri alpinisti tra 3,2,1 ....go
2019-07-15 13:52:19
Potevano lasciarli la'...a riflettere.