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Chiesetta restaurata in centro a Cortina: spunta un affresco del Seicento

Mercoledì 21 Settembre 2022 di Marco Dibona
restaurata la chiesetta di San Francesco a Cortina
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CORTINA D’AMPEZZO - Sono stati tolti i ponteggi dalla piccola chiesa di San Francesco, nel centro di Cortina. Si lavora ancora, all’interno e all’esterno dell’edificio sacro, ma in breve dovrebbe concludersi il restauro, iniziato due anni fa. Ha eseguito i lavori l’azienda romana Vivenda, che si è accordata con i proprietari, la famiglia ampezzana Constantini, con il parroco don Ivano Brambilla a firmare il contratto. In cambio delle opere, l’azienda ha potuto affiggere pubblicità sui ponteggi, per trenta mesi. «Questa soluzione ha consentito di affrontare un importante restauro dell’edificio, altrimenti impensabile. I preventivi degli anni passati precludevano ogni possibilità, per una famiglia», spiega il parroco. 

L’INTERVENTO
Si ipotizzava infatti un costo di oltre 200mila euro per rinforzare le fondazioni; rifare interamente il campanile, che era molto ammalorato, tanto da rischiare il crollo; bisognava fare altri interventi, fra mura e tetto, poiché nel Seicento fu tolta una capriata fondamentale e da allora le travature pesavano eccessivamente sulle pareti. «Abbiamo tolto il cemento, usato in interventi passati – spiega Federica Malluzzi, che ha lavorato con Floriana Floridi – abbiamo rimosso il restauro che era stato fatto negli anni Settanta, che presentava alterazioni cromatiche. C’è stata la pulitura e il consolidamento, con criteri attuali. Sono stati messi in evidenza gli affreschi interni del Trecento, ai quali ne sono sovrapposti altri, del Seicento, epoca in cui la piccola chiesetta originaria fu ampliata e ne fu cambiato l’orientamento. L’altare è a Belluno, con altro materiale ligneo, presso la restauratrice Mariangela Mattia». Le opere edili sono state eseguite dalla Jimmi Immobiliare; il progetto è dell’architetto Gianluca Ghedini. 

LA SCOPERTA
L’aspetto più interessante dell’intervento è stata la scoperta di un affresco sulla facciata, ora messo in risalto. Il dipinto seicentesco era coperto da cinque centimetri di intonaco. Raffigura San Francesco, ma è danneggiato da un fulmine, che colpì l’edificio nel 1718: lo documenta un ex voto, riprodotto in copia nella chiesa, mentre il quadro originale è conservato dalla famiglia Constantini Ghea. «Ora confidiamo di terminare tutti i lavori in pochi giorni con la deumidificazione esterna – spiega la restauratrice – mentre sono già conclusi i lavori di consolidamento del campanile, che stava crollando, di sistemazione del tetto, la cura degli intonaci, realizzati con calce e sabbie del luogo, con i colori delle Dolomiti». Il parroco don Ivano confida: «Spero che sia disponibile la chiesa per il giorno di San Francesco, il 4 ottobre prossimo, così da poter celebrare di nuovo la messa in questa antica chiesa, testimonianza della fede e della devozione degli Ampezzani». 
 

Ultimo aggiornamento: 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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